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Modena I dubbi dei teatri: «Senza protocolli precisi si rischia di richiudere: sarebbe un disastro

Gli operatori della cultura temono che una frettolosa riapertura possa essere nociva. E per i cinema non cambia nulla: non riapriamo

il punto

paola ducci


Sull’annuncio di venerdì di Draghi, in conferenza stampa, riguardo all'imminente riapertura dei luoghi della cultura per le regioni che passeranno in giallo già a partire dal 26 aprile, c’è poco entusiasmo, soprattutto tra chi opera nel settore dello spettacolo, ma, al contrario, sembrano prevalere perplessità, preoccupazioni e paura di dover tornare a richiudere presto. L’aspettativa era per una ripartenza graduale e programmata per fine maggio - inizio giugno, con tutte le nuove regole aggiornate. L’anticipo ha invece decisamente sorpreso un po' tutti, visti i numeri di contagi e di morti ancora alti e la mancanza dei protocolli aggiornati. Così è sentore comune tra gli operatori del comparto cultura, sostenere che probabilmente l'accelerazione da parte del primo ministro sia stata una conseguenza della crescente e preoccupante tensione sociale che si è andata a creare in tutta Italia nelle ultime settimane, sfociata anche in episodi violenti.

«A questo punto però speriamo si riapra davvero – dice Magda Siti, direttrice artistica del Drama Teatro – per non dover chiudere mai più. È ovvio che noi siamo pronti, in questo tempo sospeso abbiamo messo a punto una nuova produzione con debutto nel mese di maggio e tutta la rassegna estiva all’aperto. Ma la domanda è: che ne sarà di tutte le nuove produzioni e le vecchie? Gireranno o si fermeranno ai debutti? Sarà servito questo tempo per pensare seriamente a una sostanziale riforma del settore? La pandemia ha messo in evidenza tutti i punti critici e di debolezza del comparto spettacolo dal vivo, ora, va bene ripartire, ma diversamente e con protocolli di sicurezza che permettano di riprendere anche le attività al chiuso, se non subito, almeno in autunno, perché tutti noi abbiamo bisogno di ritrovare la nostra identità che si identifica con il Drama teatro di via Buon Pastore». Non nasconde la sua preoccupazione nemmeno Stefano Tè, direttore artistico del Teatro dei Venti, che mette in guardia sui facili entusiasmi che questa notizia può suscitare: «Ancora non ci sono i protocolli di come avverranno queste aperture il che non lascia presagire a una strategia di programmazione chiara ma di nuovo a una sorta di improvvisazione. Mi auguro che si agisca con ponderazione guardando alla sicurezza e alla qualità, facendo tesoro di quanto è successo e non riempiendo i cartelloni tanto per fare qualcosa. Se le cose non dovessero andare bene una possibile richiusura a giugno significherebbe far soccombere definitivamente parecchie realtà teatrali italiane, per esempio la nostra, che ormai ha puntato tutto sulla stagione estiva». Il maestro Aldo Sisillo, direttore artistico del Teatro Comunale Pavarotti Freni preferisce invece non esprimersi finché non vedrà nero su bianco i protocolli con le regole effettive. «Il Comunale non riaprirà prima dell’autunno, nella speranza di non chiudere mai più, visti gli imminenti lavori di ristrutturazione in partenza a maggio- conferma Sisillo- nel frattempo ci concentriamo su alcuni eventi già in programma per l’estate all’aperto». Entusiasmi frenati e tanti punti interrogativi anche per i circoli e le associazioni culturali della città. «Noi per l’estate abbiamo puntato in alto con un programma davvero ambizioso – afferma Bruno Giusti del circolo Vibra Left - partiremo a giugno con attività previste solo all’aperto. Confido in ogni caso in una ripresa lenta e coscienziosa per non dover tornare a chiudere e in protocolli di sicurezza che prevedono una strategia chiara da qui all’inverno, con numeri di presenze nei luoghi al chiuso non troppo stringenti perché altrimenti, per alcuni locali, la riapertura diventerà assolutamente insostenibile».

E i cinema? «Bene che Draghi li abbia nominati - conclude Jessica Andreola, direttrice del multisala Victoria – peccato che con il permanere del coprifuoco alle 22 i cinema non hanno ragione di riaprire. Contare su una programmazione pomeridiana non ha alcun senso andando incontro all’estate. Dal punto di vista logistico poi per rimettere in moto tutta la macchina organizzativa ci vuole minimo un mese. Ma non solo, le prime pellicole non saranno disponibili prima della fine di maggio e quindi la riapertura del multisale, mi dispiace dirlo, è ancora un orizzonte lontano». —

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