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Modena Verso le riaperture di bar e ristoranti Chef Marchini: «Serviva più coraggio» 

«Primi segnali positivi, ma è penalizzato chi non ha spazi esterni: per questi locali il lockdown non finisce il 26 di aprile»

Giovanni Balugani

Non solo nel Governo si è consumato lo scontro tra rigoristi e “aperturisti”, anche tra gli imprenditori c’è una certa spaccatura sulle decisioni prese dal presidente del Consiglio Mario Draghi. Assieme al ministro Speranza ha indicato il 26 aprile come data di riferimento per la riapertura della socialità, almeno all’aperto e in zona gialla. Che si traduce, in prima battuta, con la possibilità per i bar e i ristoranti di poter nuovamente far sedere i clienti nei tavoli esterni anche di sera. C’è chi, tra le associazioni di categoria, ritiene ciò un ottimo punto di partenza, chi, invece, avrebbe voluto di più.


Lo dice con chiarezza lo chef dell’Erba del Re Luca Marchini, che è anche presidente provinciale Fipe-Confcommercio: «Avere una data perché bar e ristoranti possano ripartire e poter lavorare la sera sono certamente segnali che vanno nella giusta direzione – commenta -, ma ci aspettavamo maggiore coraggio. Si tratta solo di un primo punto di partenza, perché troppe imprese restano tagliate fuori dalla limitazione del servizio ai soli spazi esterni, subendo così una discriminazione».

Un punto dolente quello toccato da Marchini, perché la possibilità di mangiare solo nei dehors rischia di fare figli e figliocci. Esultano quei ristoranti che hanno un giardino o un patio, restano al palo quelli che non hanno la possibilità di allestire tavoli all’esterno.

Gilberto Luppi, presidente di Lapam, è soddisfatto delle decisioni prese dal Governo ma evidenzia che «di certo sarà necessario far sì che le attività che possono lavorare all’aperto possano farlo al meglio».

Come? Dando loro spazio, come avvenuto l’estate scorsa a Modena, il cui centro si era trasformato una grande tavola imbandita a cielo aperto: «Le attività di ristorazione – prosegue Luppi – dovranno poter sfruttare al massimo anche gli spazi esterni, attraverso interventi di esenzione della Tosap». Un punto su cui anche Marchini insiste, ma senza dimenticare chi in nessun modo ha a disposizione spazi esterni, nemmeno abbattendo la burocrazia: «Per queste realtà il lockdown non finirà il 26 aprile. È fondamentale avere già nei prossimi giorni una road map molto precisa che indichi come e quando le riaperture potranno coinvolgere, nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza, anche tutti quei locali che hanno a disposizione solo spazi interni».

Tempi e certezze: gli imprenditori devono sapere cosa potranno fare e quando. Lo spiega Luppi, augurandosi che «il turismo possa ripartire in sicurezza, anticipando i tempi per dar modo agli imprenditori del settore di poter preparare le riaperture. Lo scorso anno si arrivò troppo a ridosso con le linee guida».

Sulla sicurezza sia Lapam sia Confcommercio insistono per evitare spiacevoli scivoloni che rendano vani gli sforzi fatti finora. E Luppi rimarca soprattutto la necessità di incrementare i numeri della campagna vaccinale: «Occorre fare pressioni sulle case produttrici di vaccini affinché aumentino gli approvvigionamenti». —

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