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L'Alcatraz di Modena. Una petizione contro il degrado al Manfredini «Basta immobilismo Il Comune intervenga»

Un centinaio di firme per la sottoscrizione su change.org La promotrice: «È in mano a ladri, vandali e ora ai writer»

MODENA «Bisogna mettere un freno al degrado che avanza da anni e anni. Adesso dentro al Direzionale Manfredini ci vanno anche i writer per fare le loro scritte più in alto possibile. Bisogna aspettare un grave incidente per iniziare a porsi domande su cosa fare di questo edificio chiuso da vent’anni? È per questo che ho avviato una sottoscrizione su change.org: per chiedere al Comune di intervenire. Non si può più restare con le mani in mano».



Parla Ileana Tonelli, che abita nei paraggi del monolite di mattoni soprannominato – in modo scherzoso ma non troppo – Alcatraz, oppure Bunker. Un colossale complesso di edifici progettato negli anni ’80 per un nuovo tipo di sede bancaria ma che dopo l’assorbimento del Banco San Geminiano e San Prospero da parte della Banca Popolare di Verona è rimasto in abbandono. Era il 2003. Oggi è ancora apparentemente chiuso. In realtà, i ladri prima, seguiti dai vandali, e i graffitari poi hanno aperto numerosi varchi che la proprietà fatica a chiudere. Ma la proprietà è lontana: la Numeria Sgr è infatti a Treviso. Di questo se ne è occupata la Gazzetta nei giorni scorsi. Ora Ilena torna sul tema della sua battaglia.

«Da alcuni mesi sono comparse le scritte in cima al tetto del Manfredini. Non ho mai visto quei ragazzi. Anzi, mi hanno detto che forse per fare le scritte usano i droni. Una mia vicina sostiene invece di averli visti sul balcone. Di notte vediamo le luci. Sono dei ragazzini che rischiano la pelle per queste bravate. E sono gli ultimi, dopo i ladri e i vandali. E anche dopo gli allagamenti del fossato che avevano creato acqua putrida con gli insetti. La situazione di degrado che avete descritto per Alcatraz è questa da molto tempo. Però nessuno interviene».

Ileana ha infatti avviato una campagna per una petizione su change.org intitolata “Riqualificazione Direzionale Manfredini Modena”. Serve a chiedere al Comune di Modena un intervento rapido e deciso per dare una svolta a questa stasi che produce solo ulteriore degrado. Ha raccolto un centinaio di firme e conta di arrivare ad almeno duecento per entrare nella rosa delle petizioni consigliate dal sito. La motivazione per le firme: “Intervento urgente per fenomeno di degrado urbano, occupazioni abusive e situazioni di pericolo per l’ordine pubblico e l’integrità fisica della popolazione”.

«Abito di fronte al Manfredini e ogni giorno guardo i segni del peggioramento e dell’abbandono di quella struttura angosciante. So che il Comune non è proprietario e direttamente può fare ben poco. Ma può intervenire per sollecitare la proprietà. E soprattutto può predisporre anche dei progetti per frazionare gli edifici del complesso e farne dei nuovi uffici». Gli strumenti urbanistici sono, per Ileana, una risposta contro l’immobilismo. La proprietà, infatti, come ha confermato un manager intervistato, non ha nessuna proposta di acquisto: il motivo è legato alla crisi degli immobili da ufficio e in generale alla crisi finanziaria. —

C.G.

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