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Modena. La protesta: «Sospesa la pensione ai medici vaccinatori con il bando di Arcuri»

Il dottor Della Casa ha partecipato al reclutamento «Erogato solo il compenso previsto dal contratto»

MODENA. «I medici che hanno aderito al “bando Arcuri” per la campagna vaccinale sono molti. Se tutti loro si ritirassero, sarebbe un duro colpo. Inoltre, c’è anche un’altra contraddizione, molto evidente. Da un lato, infatti, si parla di fare prima possibile a vaccinare, dall’altro si approvano norme come questa».

La norma alla quale si riferisce il dottor Giovanni Della Casa, già primario di medicina interna a Castelfranco dal 2000 al 2007 e in seguito a Vignola fino al 2012, è quella che riguarda i medici in pensione reclutati come vaccinatori tramite il bando Arcuri.


Chi effettua questo servizio, infatti, ha stipulato un contratto che sospende l’erogazione della pensione per tutta la durata dell’accordo. Questo si traduce in perdite significative date dalla differenza tra l’importo della pensione e il compenso in qualità di vaccinatore. Perdite che si aggirano su importi che vanno anche dai mille ai 1500 euro.

«Il bando del commissario Arcuri venne emanato nel dicembre 2020 con l’obiettivo di reclutare 3mila medici per la campagna vaccinale per avere un’importante forza lavoro – spiega Della Casa – Questo bando prevede un contratto retribuito a chi ha aderito e si avvaleva delle agenzie interinali per reclutare personale medico e infermieristico. Io, ad esempio, sono stato reclutato da Manpower. A dicembre, quando ho saputo del bando, ho desiderato rendermi utile e mi sono messo a disposizione seguendo tutte le indicazioni fornite. Ho iniziato a lavorare il 10 marzo scorso, ma di questo problema della non erogazione della pensione non si era proprio parlato». «Il 12, due giorni dopo – aggiunge il dottor Della Casa – è uscita la legge che sembrava cambiare le carte in tavola: si tratta della numero 29 del 12 marzo 2021, sulla Gazzetta ufficiale. All’articolo 3 bis si dice che le aziende sanitarie per emergenza Covid possono assumere personale anche in pensione: di conseguenza, al personale assunto con un contratto non viene erogata la pensione per tutta la durata del contratto stesso. È una cosa che cambia le carte intavola e produce ai medici che lavorano un danno economico».

I contratti sono della durata di 38 ore settimanali come medici vaccinatori: questo non implica necessariamente che il medico effettui l’atto della vaccinazione, il ruolo consiste soprattutto nella valutazione delle caratteristiche del paziente per autorizzare l’iniezione.

«Quando si è capito che la pensione sarebbe stata sospesa, per noi è stata una botta: si tratta di lavorare 38 ore alla settimana non gratis, ma perdendoci dei soldi – aggiunge Della Casa – È evidente che in una situazione del genere desidera solo uscirne. Non rimane altro che licenziarsi. E i medici che hanno aderito sono molti. Se tutti si ritirassero sarebbe un duro colpo alla campagna vaccinale». Il malcontento per questa norma è evidente da parte dei medici che hanno aderito al “bando Arcuri”. «Chi si trova in questa situazione rimane basito perché si parla di portare a termine prima possibile la campagna vaccinale poi si fa una legge che è uno scivolone pauroso perché introduce elemento di incertezza perché si tratta di una legge dello Stato – conclude l’ex primario – Parlando di numeri, un medico che ha aderito al contratto arriva a prendere, netti, sui 18/19 euro all’ora. La perdita si quantifica tra i mille e i 1500 euro al mese di differenza tra la pensione e i proventi contratto». —

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