Modena Estate, otto ragazzi e l’arte si riflette nel videomaking

MODENA Un’estate fa. Quando si è giovani e il caldo soffoca nascono pigre idee che sbattono contro le pareti del cervello finché non le lasci uscire. L’arte ha bisogno di almeno un tentativo, e magari anche di realizzazione vera e propria. È così che quell’estate otto ragazzi hanno dato vita a un gruppo stabile di videomaking che ora conta sempre più membri, chiamato Wind’s Poet Production.


Il regista e sceneggiatore, Giovanni Fontana, desidera principalmente fare esperienza e divertirsi, magari creando un punto di riferimento per aspiranti artisti. «Ovviamente non ci dispiacerebbe anche lavorare, diventando professionisti, e guadagnare qualche soldo; è parte dei nostri progetti futuri farci conoscere e migliorare in qualità ma anche quantità, accogliendo chiunque possa dare un apporto artistico».


Ci sono altri ruoli fissi: un aiuto alla regia (Mattia Crispino), un’art director (Ester Gambetta), la segretaria di edizione (Irene Martorella), due tuttofare (Davide Cattabriga e Dario Tamasi) e un attore stabile (Giovanni Marchetti). L’elenco ricorda l’iconica serie Boris, che ha sdoganato i retroscena del mondo cinematografico e televisivo, ma la differenza è che i personaggi della nostra storia hanno voglia e talento. Hanno già prodotto un corto, Non piangere, reperibile su YouTube.

Il prossimo, ora in lavorazione, si chiamerà One last cigarette.
È la storia di un ragazzo di diciassette anni, Liam, che vive a Modena e vuole sfondare da musicista nonostante non abbia abbastanza talento, a differenza della sua amica e compagna di band Lara. Un giorno mentre sta scrivendo una delle sue canzoni lo avvicina un uomo misterioso, un produttore che gli propone un contratto: se Liam firmerà diventerà famoso all’età di 27 anni o dopo il terzo album. Il ragazzo accetta, ma solo in seguito scopre di aver venduto l’anima al diavolo. Passano tre anni, Liam sta completando il terzo album con la sua band e incontra Margaret, della quale si innamora subito e per cui mette in discussione la sua scelta.

La grande domanda è: meglio la fame eterna o un amore finito? Sulle influenze sia come regista che come sceneggiatore: «Stimo molto Kenneth Branagh, famoso per Gilderoy Allock di Harry Potter, ma in realtà anche grande attore di teatro Shakesperiano; il suo Amleto e in generale quei film caratterizzati da una sorta di regia teatrale mi ispirano».


Infatti Giovanni, come tanti altri membri, viene da anni e anni di teatro qui a Modena. «Il mio maestro di teatro, Tony Contartese, mi ha indirettamente insegnato tanto sulla costruzione delle scene, ma anche a interagire con le persone sul set o sul palco.

Come scrittura ti cito Rosencratz e Gilderstern Sono Morti, altro filmone». Qualche audizione è arrivata addirittura da Milano grazie alla promozione social, ormai fondamentale. «Abbiamo una pagina Facebook e Instagram, su cui all’inizio facevamo dei post con curiosità a tema cinema oltre a veri e propri casting. E’ così che ci hanno risposto aspiranti attori anche da altre regioni. Su Youtube si può vedere il primo cortometraggio e un trailer; la chiave è stata fare un pò di tutto».


L’attore che interpreterà il protagonista Liam, Gabriele Montanaro, bolognese, è uno di quelli che è venuto a conoscenza del progetto tramite casting sul web. «Il sogno nel cassetto è quello di diventare un attore, e la passione nasce dal fatto che più guardavo serie tv e più mi immedesimavo nei vari personaggi; voglio vivere storie diverse, non da tutti i giorni, anche se normalmente faccio il geometra».


E in fondo anche Liam, come l’attore che lo interpreta, ha un sogno nel cassetto difficile da realizzare, quello di fare il cantante. «Pensare a Liam mi porta, ci porta a un quesito eterno: rinunceresti a tutto pur di raggiungere il tuo sogno?». Riunire persone diverse significa incontrare talenti diversi, a volte tutte in una stessa, poliedrica persona. Andrea Cighetti, direttore della fotografia e creatore del soggetto di questo corto è una di queste.

«One last cigarette nasce da un mio fallimento personale, il fatto di non riuscire a fare musica come volevo. Mi interessava dare un significato quasi didascalico all’importanza delle relazioni, che contano più di fama e denaro». La passione per la scrittura di Andrea però nasce dall’amore per i videogiochi, e quindi dalla volontà di creare mondi di fantasia e viverli.

«Ma non scrivo soltanto; la fotografia mi permette di mostrare ciò che la mia mente partorisce in modo molto più chiaro di quanto possa fare con le parole. Al momento sto scrivendo altre sceneggiature, tra cui una per un ipotetico fumetto». Insomma, il poeta segue il vento, è il vento, è tutte le cose. L’importante è non stare mai fermi. —