Modena, rabbia in via dei Servi: negozi e cantiere della discordia «Così si chiude»

 Strada inaccessibile e i marciapiedi sono quasi invalicabili«Un tempismo da sadici». «Non ci si può fare nulla. Il problema? Tempi e indennizzi In via dei Servi il cantiere avviato al debutto della zona arancione provoca una miscela di rabbia, ironia e rassegnazione. 

MODENA «Un tempismo da sadici». In via dei Servi il cantiere avviato al debutto della zona arancione provoca una miscela di rabbia, ironia e rassegnazione. I varchi per i clienti sono più stretti, il calo dei fatturati è evidente. Il timore di abbassare la saracinesca una volta per tutte accomuna le nuove attività e gli storici commercianti.
«Se avessero iniziato il 30 giugno non avrebbero dato fastidio a nessuno – suggerisce Claudio Masetti, titolare di Ciemme Merceria – I clienti si lamentano e ci lamentiamo anche noi perché si lavora molto meno. La gente non riesce a venire anche solo con la bicicletta: è un caos muoversi».
 
I lavori all’asfalto occupano il centro della strada. Spostarsi lungo il marciapiede diventa una prova da “sardine” e una sfida al distanziamento. «La gente non passa più - recrimina Terzo Cipriani, titolare dell’omonima attività - perché non ci si riesce più a muovere. Con due operai al lavoro andremo avanti a fine Natale. Quasi quasi conviene tenere chiusi». 
 
La conclusione dei lavori è prevista entro fine giugno. Sui tempi gli esercenti hanno molto da ridire. Andrea Zanardi, titolare della drogheria 2.0 Tola Dolza, esibisce un documento con il marchio del Comune. «È datato 25 marzo – illustra Zanardi – ma a me è stato consegnato il 30. I lavori sarebbero dovuti cominciare il 6 aprile, poi sono stati spostati al 12». Il bilancio dall’avvio dei lavori è amaro. «Dopo cinque giorni di cantiere gli incassi si sono ridotti dell’80-85%», rimarca il titolare. L’appello è di avere indennizzi subito e non se vi saranno ritardi. «Tramite la mia associazione di categoria stiamo chiedendo se avere gli indennizzi prima o si chiude - l’sos di Zanardi - Ho aperto a settembre 2019 e forse non riesco a toccare i due anni». 
In via Selmi i disagi sono minori, ma la solidarietà è tanta. «In via dei Servi i negozianti sono disperati – osserva Roberto Messerotti, titolare degli omonimi negozi di alimentari e prodotti per la casa – perché la gente deve cambiare strada. Speravamo nella rinascita, ora il terrore è nella tempistica: i cantieri sono sempre un punto interrogativo». 
 
I lavori si sposteranno lungo le vie Selmi, San Pietro, San Giacomo e Canalino. Quest’ultima è stata già interessata da un cantiere (bissato) nel 2020. «È la fotocopia dell’anno scorso – evidenzia Valentina Noviello, titolare di ValeMiss Shop – dopo il lockdown saremo chiusi dentro. Spero ci diano un po’ di tempo per risollevarci. Siamo in zona arancione, come lo eravamo prima di passare in zona rossa. Non si lavora più come prima». 
 
Noviello aggiunge: «Ci hanno dato 126 euro al mese per gli indennizzi dell’anno scorso – aggiunge Noviello – L’incremento è stato di ben due euro. I ristoranti, le pizzerie e i bar prendono molto di più». La titolare punta sulle proprie forze per andare avanti. Una prospettiva simile si nota nel pensiero di Vincenzo Consales, titolare del locale Savage. «Faremo il sacrificio di lavorare meno – giudica Consales – e di essere scomodi. Sarà un’aggiunta che renderà ulteriormente negativo il panorama per un’attività commerciale». L’augurio di lavorare meglio dopo la fine dei lavori si ritrova anche in Giovanni Caterino, titolare del Benny’s Bar di corso Canalchiaro. «Lo scorso settembre abbiamo avuto un cantiere davanti che ci ha danneggiato un po’ per due mesi interi - ricorda Caterino - Una volta finiti i lavori, la zona era però molto più bella». Segue un invito alla pazienza, condiviso da Daniele Leggio della tabaccheria poco distante. «Avere un cantiere significa non circolare - la fotografia di Leggio - ma noi non ci possiamo fare nulla. Cerchiamo di andare avanti e sopravvivere». —

 

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I lavori arrivano proprio nel momento della riapertura, una beffa. A seguire, interesseranno via Canalino fino a via Mascherella, via Selmi da piazzale Torti a via dei Servi e da via S.Paolo a via Foschieri, via S.Pietro da via Saragozza fino alla chiesa, via Canalino e, infine, via San Giacomo tra via Stella e via Canalchiaro.