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Sassuolo. Le ricerche di Alessandro Venturelli: «Un bene le segnalazioni, non molliamo»

La scomparsa di Alessandro, parla l’avvocato: «Doveroso controllare tutte le piste. È vivo e vogliamo riabbracciarlo»

Enrico Ballotti

Avvistamenti, segnalazioni, controlli e per il momento ancora tanto da fare. Non si sono fermate un attimo, in particolare nell’ultimo periodo, le ricerche di Alessandro Venturelli. Hanno coinvolto parecchie persone, cittadini comuni. Gente che non conosceva “Alle” e nemmeno i genitori, Roberta e Roberto. Gente che vive nelle più disparate zone d’Italia. Sempre in campo, poi, c’è la famiglia Venturelli e soprattutto la Squadra Mobile di Modena. «Gli specialisti», come sono stati definiti dall’avvocato Barbara Iannuccelli. La professionista, che fa parte anche dell’associazione Penelope, sta seguendo la vicenda in supporto dei genitori del 20enne di Rometta alta. La situazione generale, prima di entrare nel dettaglio, è questa: Alessandro ha lasciato casa il 5 dicembre. Da quel momento non ha più contattato parenti e amici. Il suo fascicolo, di recente, è stato rubricato come “sequestro di persona” dopo che per diverso tempo era un semplice, si fa per dire, “allontanamento volontario”.


Nel mezzo le ricerche hanno portato a seguire diverse piste: «Perché è così che si deve fare ed è così che faremo ancora». Sono le parole dell’avvocato Iannuccelli. «A fronte della ribalta mediatica che ha avuto questo caso, molti italiani si sono trasformati in sentinelle. Da una parte c’è lo sconforto nel cercare un ragazzo che una volta è visto in un luogo e una volta in un altro, ma allo stesso tempo c’è anche la consapevolezza che il coinvolgimento è generale. A noi, come alla polizia, sono arrivate diverse segnalazioni. Alcune di queste che palesemente non riconducevano ad Alessandro. Altre che, invece, sono state verificate con grande attenzione. Così faremo anche in futuro».

Tra queste le ultime che portavano a L’Aquila e a Cesena. Due avvistamenti che, purtroppo, non ha fruttato quanto sperato: «Ma non ci arrendiamo perché siamo conviti che Alessandro sia vivo. Vivo e in compagnia di persone adulte che non fanno il suo bene. Di sabato scorso, per esempio, l’ultima segnalazione. Una fotografia di un ragazzo, dalla somiglianza incredibile, seduto a una conferenza stampa della Regione. L’evento ha visto anche la partecipazione dell’attore Stefano Accorsi. Pure in questo caso potrebbe sembrare impensabile che “Alle” si sia preso la briga di partecipare ad una manifestazione del genere. Ma noi abbiamo il dovere di verificare e andare fino in fondo, vogliamo riportarlo a casa. Quando dico “noi” penso a mamma Roberta e a papà Roberto. Quello di Bologna è solo un esempio, come detto arrivano indicazioni da nord a sud, da tutta Italia».

Impossibile, poi, non tornare sulla morte di Stefano Barilli, il ragazzo piacentino trovato senza vita nelle acque del fiume Po’. La sua storia, a un certo punto, sembrava legata a quella del 20enne del quartiere Rometta: «Le mamme avevano riconosciuto i loro ragazzi in una foto in stazione a Milano. È emerso che quei due giovani erano, invece, studenti. Personalmente ho sempre pensato che queste vicende fossero separate. Alessandro e Stefano non si conoscevano nemmeno, non c’erano indicazioni in questo senso. Lo stesso, e questo è importante, ha sempre sostenuto anche la Squadra Mobile. Roberta è rimasta colpita dal ritrovamento di Stefano, ma le nostre ricerche stanno continuando senza sosta». —

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