Modena. Armi, conti da pagare e fake news: una settimana tra i negazionisti

Su Facebook, Telegram e Youtube i detrattori della medicina ufficiale si ritrovano e condividono teorie complottiste La frangia modenese in lite: qualcuno in pizzeria dallo Sciamano è scappato per evitare la multa senza saldare la cena 

MODENA. L’immagine dei feti umani è una delle più ricorrenti.

«Ve li mettono nei vaccini. Costringono le donne ad abortire per iniettarveli».


Ma non mancano anche pensieri politici, i più disparati a volte in contrasto gli uni con gli altri. «Stato fascista». «No, è comunista». I due contendenti trovano il punto di incontro in «Stato dittatura».

Poi le armi. Quello che non ti aspetti nelle pagine negazioniste del Covid è la consacrazione delle armi come culto, come massimo simbolo della libertà individuale.

«Andate in Texas a imporre mascherine, distanziamento e quarantena, poi ne riparliamo». Sparate al virus e vediamo cosa succede, verrebbe da rispondere.

Ma no, non rispondiamo mai. Ci siamo intrufolati per una settimana nei gruppi Facebook e Telegram dei negazionisti per vedere com’è. Provare l’ebbrezza per qualche giorno di dire anche noi: «Il Covid è una montatura, non esiste».

Anzi, pardon. Il termine negazionista è solo dei giornalisti. «Ci chiamano negazionisti per sminuirci», grida M. che è uno di quelli arrabbiati sul serio. «Ma noi siamo per la libertà: nessuno può venirmi a dire quello che devo fare».

M. è davvero arrabbiato e leggere le sue parole “ci fa arrabbiare pure a noi”.

«Pensate che ieri ho visto una signora mangiare un panino in macchina con la mascherina, se la abbassava dava un morso e se la rialzava», racconta un altro. Qualcuno posta un video mentre spia una donna che mangia abbassandosi la mascherina e poco importa che quella sia ignara di essere stata sbattuta su internet alla mercé di tutti. D’altronde siamo in uno Stato così dittatoriale che è concesso violare la privacy delle persone senza averne il diritto.

Subito arriva un altro: «Sì, sì, anche io li vedo sti pecoroni mangiare in quel modo». Il tema ovino è uno dei più frequenti. Usi la mascherina? Pecora. Rispetti il distanziamento? Pecora. Non vai a cena fuori? Pecora. Tutte pecore ammaestrate.

A proposito. Immunità di gregge come obiettivo della campagna vaccinale. Qui la rabbia sale ai massimi livelli: «Vi stanno usando come sperimentazione per instaurare una dittatura e vedere fin dove possono arrivare», dice L. che sembra saperne molto in materia di preveggenza e ogni tre parole inserisce il termine “distopia”. Lui è certo che il futuro sarà nero per l’occidente, anche se per qualcuno è solo colpa della Cina o degli africani che «sbarcano portandoci ancora con il Covid». Ma allora esiste o no sto Covid? Siamo confusi.

Capitolo religione. Papa Bergoglio è un usurpatore, anzi un impostore, e accostarlo alla pedofilia non fa mai male. «Meglio quello che c’era prima».

Capitolo scienza. Qui i negazionisti esibiscono il meglio, pubblicando decine di video da Youtube con sedicenti esperti di medicina o mancati premi Nobel (non lo siamo forse tutti?) che raccontano tutti i segreti su tamponi, vaccini e ospedali «pieni per finta». Chi, invece, ha titoli riconosciuti, insegna nelle università o salva vite negli ospedali è schiavo del sistema.

Al pari di un’altra categoria che è finita nel mirino: le forze dell’ordine. In particolare per la fetta modenese dei “non negazionisti” è la polizia locale il bersaglio preferito. Le offese alla comandante si sprecano, rea di inviare gli agenti a far rispettare le norme di uno Stato che invece «va combattuto e distrutto».

A proposito dei “non negazionisti” modenesi. C’è una faida interna. Perché quando due settimane fa le forze dell’ordine sono entrate nel ristorante Regina Margherita di Hermes Ferrari (lo sciamano emiliano) mentre erano tutti a cena qualcuno per paura della multa è scappato senza pagare il conto. In guerra non si fa. Di fronte agli “aguzzini” (così vengono definiti gli agenti) si resta tutti uniti.

Noi per il momento chiudiamo il computer. Dopo una settimana da “non negazionisti” siamo stanchi. E anche un po’ preoccupati. —

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