Modena A 97 anni Lucia torna staffetta per un giorno

Mafalda Pagliani, medaglia dell'Anpi,  premiata alla Cra Vignolese per il coraggio da partigiana «Non dovevate disturbarvi» L’assessore Pinelli: «Esempio»

Liberazione è… riscoprire di essere partigiani. Proprio come ha fatto Mafalda Pagliani, nome di battaglia “Lucia”. La medaglia ricevuta ieri alla Cra Vignolese per la Liberazione di Modena è la prima ottenuta per aver partecipato alla Resistenza.

Le lancette del tempo corrono all’indietro, il tricolore che indossa con orgoglio diventa la bandiera da difendere. La mente ripercorre i momenti in cui una parte della città ripudiava l’ideologia fascista dopo l’8 settembre 1943 (data dell’armistizio di Cassibile) e contrastava gli ex alleati della Germania nazista. Pagliani rivive così a 97 anni i percorsi in bicicletta da staffetta. Con “Lucia” viaggiavano fucili e munizioni sotto gli occhi del nemico, annidato in Accademia. Il Palazzo Ducale era diventato infatti il quartier generale sia dei nazisti (con il Comando del presidio militare tedesco provinciale) sia dei fascisti (con il Comando militare provinciale dell’Esercito italiano). Un gruppo degli allievi ufficiali si unì alla Resistenza. Il comandante Giovanni Duca fu assassinato dalle SS. All’interno dell’Accademia si trovava l’Ufficio politico investigativo della Guardia nazionale repubblicana ed erano torturati partigiani e civili.


“Lucia” superava la paura e pedalava, faceva circolare informazioni, distribuiva volantini accanto al fidanzato d’allora, arruolato nella Resistenza. Al fronte che si oppone al nazismo e al fascismo prende parte il fratello minore di Mafalda, conosciuto come “Siluro”, unitosi presto ai partigiani che combattevano tra i monti.

«Grazie per il disturbo che vi siete dati», commenta “Lucia” ricevendo la medaglia dal presidente provinciale dell’Anpi Lucio Ferrari. Alla cerimonia è intervenuto l’assessore alle Politiche sociali, Roberta Pinelli. «Ricordo – dice – il dovere della gratitudine nei confronti di tutti coloro che si sono adoperati per la Liberazione». Dalle mani dell’assessore, Lucia riceve due testi fotografici: “Storie e memoria della Resistenza modenese 1940-1999 e “Libera ogni gioia. I segni delle cittadine a Modena tra Liberazione e Costituzione 1945-1948”. Alla cerimonia c’erano anche il figlio Marco Bandieri, la moglie, il nipote Enea e il personale della Cra. —

G.F.

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