Modena. Frank Capra e misteri Il pianista Valcepina sarà il primo laureato

Corso magistrale in Didattica e Comunicazione delle Scienze Il 38enne domani discuterà la tesi sui cambiamenti globali

Elena Pelloni

Paolo Valcepina sarà il primo laureato del corso magistrale in Didattica e Comunicazione delle Scienze. Un percorso specialistico della facoltà di Scienze Chimiche e Geologiche di Unimore che in Paolo Valcepina (classe 1983) avrà il suo primo dottore.


“Comunicazione dei cambiamenti globali da Frank Capra alla Covid-19” è il titolo della tesi che discuterà domani in diretta streaming, affiancato dal prof. Roberto Simonini come relatore. L’elaborato finale si focalizza sulla divulgazione e sulla didattica dei cambiamenti globali. Verrà presentata una panoramica storica della comunicazione delle tematiche ambientali e della loro rilevanza nella società contemporanea.

Nel lavoro di tesi sono stati esaminati differenti punti di vista: dalle iniziative istituzionali fino alle teorie complottiste e negazioniste fiorite nell’ultimo secolo. Gli argomenti sono inoltre stati discussi all’interno di diverse classi delle scuole superiori, adattando il linguaggio scientifico alle esigenze di un dibatitto tra ragazzi.

Paolo Valcepina, già affermato pianista e professore presso il Conservatorio “G. Puccini” della Spezia e il Hebei Normal University di Shijiazhuang (Cina), aveva deciso, a seguito di un incidente in auto, di frequentare nel 2016 il corso di Ingegneria Informatica all’Università di Firenze. Da lì, ha poi seguito l’innovativo corso magistrale di Unimore in Didattica e Comunicazione delle Scienze, riuscendo a laurearsi in anticipo rispetto alla normale scadenza.

«È una grande emozione chiudere il primo ciclo del corso di laurea magistrale in Didattica e Comunicazione delle Scienze – commenta la professoressa Annalisa Ferretti, presidente del corso di studio – Questi due anni sono passati in un attimo ed hanno raccolto studenti speciali con grande passione e provenienza culturale molto diversa, a testimoniare come le Scienze abbiano e debbano avere un’anima poliedrica». —

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