Modena L’associazione trame 2.0 “La ballata di Lina” e si rinnovano i canti partigiani

Un laboratorio online sul canto di tradizione orale incentrato sulla memoria di Lina Scurani, nata a Modena nel 1916 e rimasta uccisa negli scontri che si verificarono durante la domenica di Liberazione il 22 Aprile 1945.

MODENA Un laboratorio online sul canto di tradizione orale incentrato sulla memoria di Lina Scurani, nata a Modena nel 1916 e rimasta uccisa negli scontri che si verificarono durante la domenica di Liberazione il 22 Aprile 1945. A proporlo, è l’associazione Trame 2.0 di Modena che da diversi anni riserva tra le sue attività un momento dedicato alle formazioni corali, alla canzone cantautorale e popolare e all’indagine sul canto di tradizione orale, grazie alla collaborazione con Bruna Montorsi, ricercatrice, nata con la passione per il canto che nel 2005 con Antonella Talamonti, ha fondato la corale femminile di canto sociale “Le cence allegre”.


«Da alcuni anni, insieme a Trame 2.0, propongo laboratori sull’uso della voce nel canto di tradizione orale, attingendo a diversi repertori. Quest’anno, sollecitate anche dalla ricerca sulla partigiana Lina Scurani, abbiamo “osato” un laboratorio di tre incontri on line – racconta Bruna Montorsi – Perché tornare sui repertori tradizionali della Resistenza? Crediamo che, a quasi 80 anni dalla Liberazione, sia nostro il compito di riprendere il racconto delle partigiane e dei partigiani ormai scomparsi, per riportare all’oggi quei valori, di cui abbiamo più che mai bisogno. I Gruppi di Difesa della Donna, nati nel 1943, avevano come obiettivo l’appoggio alla lotta per la Liberazione, ma anche l’emancipazione delle donne. Se pensiamo ai movimenti neofascisti che oggi agiscono indisturbati, se pensiamo alla situazione drammatica delle donne, penalizzate sul lavoro, e vittime di tanta, troppa violenza pubblica e privata, vediamo quanto c’è ancora da lottare».


In questo laboratorio, è stata dedicata una parte informativa sulla storia di Modena del 1945, e in particolare sul 22 Aprile. Bruna ha poi portato i risultati della sua ricerca su Lina Scurani. «Mi sono documentata, anche su consiglio di Antonio Canovi, presso l’istituto Storico, l’archivio storico comunale, la biblioteca Estense e il Centro documentazione Donna – spiega Bruna – Questo mi ha permesso di farmi un’idea più precisa della situazione storica italiana e soprattutto modenese nel periodo 1943-45, con particolare riferimento al ruolo delle donne nella lotta di Resistenza».


È stato proposto al gruppo l’ascolto di alcuni canti della Resistenza emiliana, sui quali era possibile esercitarsi, anche se individualmente. Sono molto mancati gli esercizi di uso collettivo della voce, ma è stato comunque possibile mettersi alla prova nella riproduzione di melodie con diverse voci. Infine, la docente ha proposto un canto del repertorio popolare dei primi del ’900 che parla di una ragazza uccisa, “La povera Rosetta”, sulla cui melodia il gruppo ha composto “La ballata di Lina Scurani”.


«Posso dire che i risultati del lavoro hanno superato le aspettative. Ne è uscito un testo molto intenso e attuale» sorride Bruna. L’idea del laboratorio è nata nei giorni dello scorso autunno quando le componenti dell’associazione Trame 2.0 si sono trovate spesso a riflettere su quello che stava succedendo alle donne, femminicidi ogni fine settimana, perdita dei posti di lavoro... «Stavo fotografando il monumento di Sant’Agnese che oggi è così nascosto, siamo partite con un’idea sul monumento del quartiere ma quel nome solo di donna tra altri 25 uomini militari e partigiani mi ha colpito forte e poi Lina Scurani è un nome che ha una sua sonorità, una familiarità – afferma Grazia Fraccon, musicofila, che per l’associazione si occupa in particolare dei percorsi e degli eventi musicali – Così lo abbiamo chiamato “La ballata di Lina Scurani”. Avrebbe dovuto svolgersi in presenza presso la sala del Quartiere 3 che ci ha concesso il patrocinio ed un contributo, ma le condizioni non lo hanno permesso. Non ci siamo scoraggiate, abbiamo fatto ore e ore di collegamenti per sondare tutte le possibilità che l’online poteva concedere e con 15 iscrizioni non ci siamo tirate indietro».


È stato così possibile incontrare a distanza partecipanti da Torino, Parma, Reggio Emilia e Carpi. Il gruppo era composto da dodici donne e tre uomini, mediamente dai quaranta ai 70 anni. La maggioranza di loro aveva familiarità col canto corale anche se non è mancato chi si approcciava per la prima volta alla materia. «La conclusione avrebbe dovuto vedere il gruppo cantare la ballata nell’ambito delle manifestazioni del 25 Aprile, per ora rimandiamo a quando si potrà tornare a cantare insieme – conclude Grazia – Non escludiamo di presentare l’esito della ricerca di Bruna Montorsi in una serata dedicata alla memoria di Lina Scurani». —