Sassuolo Le ricerche di Alessandro Venturelli tra i calanchi: il drone e 10 cani in campo

Iniziate ieri e proseguiranno anche oggi. Controlli concentrati nell’area collinare Vigili del fuoco e volontari al lavoro coordinati dalla Squadra Mobile di Modena

Stefania Piscitello

Sono ripartite ieri mattina e proseguiranno per tutta la giornata di oggi le ricerche di Alessandro Venturelli, il giovane sassolese scomparso da casa il 5 dicembre. Due giorni di ricerche intense per non tralasciare nulla e cercare risposte o almeno qualche segnale del passaggio di “Alle”. Già, perché la zona prescelta è vicino alla sua abitazione, Rometta alta. Proprio da lì si è deciso di ricominciare per provare a trovare qualche traccia del ragazzo. Un’area già battuta in precedenza, poco dopo la scomparsa di Venturelli, ma su cui evidentemente gli inquirenti hanno ritenuto opportuno dovere fare ulteriori approfondimenti. Si è scelto il tiro a segno come base logistica: lì si sono radunate tutte le forze impiegate sul campo.


La parola d’ordine è “occhi aperti”. L’area su cui si è andati a indagare ieri e su cui si sta andando a battere oggi è infatti vasta e impervia; è proprio tra i sentieri e i boschi che circondano i calanchi intorno a Sassuolo che si stanno concentrando le energie degli uomini e delle donne. Una cinquantina tra vigili del fuoco, polizia locale di Modena, volontari della Protezione civile e Croce Rossa, tutti coordinati dal personale della Squadra mobile di Modena. Fondamentale l’apporto dell’unità cinofila, con dieci cani addestrati pronti a rilevare qualsiasi segno del passaggio del 21enne.

Già alle dieci ieri, il briefing per organizzare al meglio il lavoro, durato quasi un’ora. L’obiettivo, che è lo stesso anche per oggi, quello di andare avanti con le ricerche fino al tramonto: impossibile in quell’area proseguire con il buio. Per la divisione in squadre è stata adottata una strategia: in ogni gruppo almeno una persona del territorio, in grado di guidare gli altri. Stavolta si cerca in quei punti su cui i controlli non si sono focalizzati la volta passata. C’è per esempio il Passo Stretto, un sentierino noto per essere piuttosto impervio: si accede da San Polo, ma c’è anche un altro punto di risalita dalla parte del Ruvinello. Si chiama “Passo Stretto” proprio perché si tratta di una cresta sottile di argilla; difficile avventurarsi in quelle zone se non con la dovuta attrezzatura. E Alessandro, il giorno della sua scomparsa indossava delle semplici scarpe da ginnastica chiare, certamente non adatte ad affrontare quei sentieri di collina, dove è più probabile incontrare fauna che visi umani. Il 21enne si cerca anche nei pressi di un piccolo laghetto sempre tra i calanchi; niente viene lasciato al caso.

Qualsiasi cosa potrebbe essere utile. Ad esempio individuare tra le boscaglie lo zaino nero di pelle con cui “Alle” si è allontanato da casa quel giorno di dicembre. Se il giovane si fosse davvero avventurato tra quei sentieri nel far perdere le proprie tracce la sua giacca a vento blu, o la felpa col cappuccio grigia potrebbero essersi impigliate tra i rami e allora con anche l’aiuto dell’unità cinofila, si potrebbe trovare almeno un segno del suo passaggio da quei luoghi.

Qualcosa a cui i suoi genitori possano aggrapparsi. Proprio per questo tutta l’area è stata scandagliata anche dall’alto con il supporto dell’occhio elettronico di un drone; anche oggi, dunque, le ricerche proseguono senza sosta. —

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