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Sassuolo. Duomo gremito per l’addio a Sergio Sassi «Lavoro e sport, manca la sua passione»

Presenti molti imprenditori, il vertice di Confindustria Ceramica, i dirigenti del Sassuolo e del Fiorano e i politici

SASSUOLO La commozione all’arrivo della bara è diventata un applauso quando è uscita per essere trasferita al luogo destinato alla cremazione.

Così Sassuolo e i sassolesi, ma non solo loro, hanno salutato per l'ultima volta Sergio Sassi, l’imprenditore ceramico morto a causa di un male incurabile a soli 63 anni. Alla cerimonia erano presenti tantissimi imprenditori, colleghi di Sassi, a partire dal presidente di Confindustria Ceramica Giovanni Savorani, e così pure il direttore generale Armando Cafiero; con loro anche l’ex presidente Vittorio Borelli.

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Chi è arrivato in anticipo è entrato nel duomo, come l'ingegner Franco Stefani, grande amico del defunto. Tra i banchi anche il segretario generale del Sassuolo calcio Andrea Fabris, insieme al dirigente Remo Morini, a testimoniare la vicinanza della società per una persona che nella sua vita ha dato tanto ai colori neroverdi. È stato proprio Sassi infatti a sollecitare prima l’ingresso e poi l’acquisto della squadra da parte di Giorgio Squinzi.

La politica era rappresentata dal sindaco Francesco Menani, dalla parlamentare Benedetta Fiorini, dall’ex sindaco Claudio Pistoni e da diversi assessori e consiglieri comunali delle ultime legislature. A proposito di calcio, l’altra società per la quale si è speso Sergio Sassi, seguendo anche dal punto di vista sportivo il padre Claudio, era il Fiorano. Sul sagrato della chiesa, a rappresentare la società biancorossa, c'era il presidente Michele Iacaruso.

E tra gli imprenditori presenti sono affiorati i ricordi a proposito della continuità tra Claudio Sassi, che aveva fondato Emilceramica nel 1960, diventando poi consigliere di Assopiastrelle e vice presidente nella gestione di Oscar Zannoni. Il figlio Sergio, presidente della commissione fiere e poi presidente nel quadriennio tra il 2001 ed il 2005. Portare avanti quanto creato dal padre, a livello imprenditoriale, è stato il suo obiettivo principale.

Emilceramica, prima di essere acquistata dal gruppo Marazzi nel 2017, aveva avuto una grande espansione sia negli Stati Uniti, dove diversi marchi italiani hanno costruito stabilimenti produttivi, da soli o in partnership, che in Ucraina, oltre ad avere distributori in tutti i continenti, i principali dei quali si trovano a Los Angeles, dove opera anche il figlio Luca, e a Hong Kong, dov’è impegnata la figlia Gloria.

Una delle sue passioni nel poco tempo libero è stato il tennis, che praticava allo Sporting. A rendergli l'ultimo saluto c’erano alcuni consiglieri del club di via Vandelli. Sempre allo Sporting era attivo nel consiglio direttivo e appoggiava con forza le diverse iniziative che andavano nella direzione e sviluppo del gioco del tennis. Anche la sua tenacia ha portato il club a crescere sia nella qualità dei giocatori che del risultati ottenuti anche a livello assoluto, con la disputa della seria A, maschile e femminile.

I commenti sulla scomparsa sono arrivati anche dalla gente comune. «Sia a livello imprenditoriale che sportivo è stata una persona di altissimo impegno e risultati - questo il responso unanime - Oltre a qualcuno che prenda il suo posti in Emilgroup è auspicabile che ci sia anche un sostituto come vicepresidente del Sassuolo. Servono persone che mettano nel lavoro e nello sport l’entusiasmo e la dedizione di Sassi».

Ultimo particolare curioso. Da ieri, al Salotto Regina di viale 20 settembre, hanno fatto il loro esordio dei sottopiatti in ceramica “griffati” Emilgroup.

Sicuramente una coincidenza, per la riapertura del servizio, ma anche un segno del destino, che avrebbe fatto sorridere Sassi, con un calice di buon vino in mano. Dopo la cerimonia ed il commiato dalla famiglia la salma è stata trasferita a Modena per la cremazione. —