Finale Emilia Studente a 84 anni Laurea magistrale per Italo Spinelli

Il finalese Italo Spinelli s’è laureato alla magistrale di Storia all’università di Macerata. Un traguardo raggiunto dopo la laurea triennale in Filosofia ottenuta a 82 anni e la pubblicazione del libro “Dove è andata a posarsi la tua anima” dedicato alla sua Angela, la moglie mancata anni prima.

FINALE Una forte esempio di volontà, gioia e sete di conoscenza. Una vita bella, piena di lavoro, amore e gratitudine. Un’infanzia passata tra Finale e Cento. E tutto ciò che può racchiudere gioie e dolori in quasi (il 21 maggio) 85 anni di vita. Il finalese Italo Spinelli s’è laureato alla magistrale di Storia all’università di Macerata. Un traguardo raggiunto dopo la laurea triennale in Filosofia ottenuta a 82 anni e la pubblicazione del libro “Dove è andata a posarsi la tua anima” dedicato alla sua Angela, la moglie mancata anni prima. Il testo è stato pubblicato nel 2019, lo stesso anno della nomina a Cavaliere della Repubblica da parte del presidente Sergio Mattarella.
Nato a Cento nel 1936, vive a Finale da quando ha tre anni. Dopo due lauree è tempo di una pausa e di un racconto. «Ho seguito l’insegnamento del filosofo Nietzsche: egli intendeva il Superuomo non come dottrina dell’uomo fascista e invincibile – racconta il finalese – ma come colui che ha una forte volontà e che riesce ad andare oltre alle sue possibilità, a migliorarsi. E io l’ho dimostrato. La memoria di 85 anni non è più quella di un ventenne!».


Ride e si rallegra Italo, rivivendo la carriera universitaria. Appassionato da sempre della verità, ha seguito la passione dello studio dopo la morte della moglie, cercando risposte ai perché e ai dubbi per poi ampliare il sapere seguendo il corso di Storia. Nella seconda tesi ha approfondito i patrioti della Bassa Padana nell’Ottocento. «Ho voluto mettere al centro la mia terra natale – rivela il dottore – e coloro che vi hanno vissuto. Si pensi ad esempio ad Ugo Bassi di Cento o a Carlo Poma. Una mia grande fortuna è stata la possibilità di lavorare alla Fiat a Modena: durante quegli anni ho potuto studiare e arricchire il percorso, che mi ha poi consentito di accedere all’università».


Italo ha studiato privatamente, maturandosi da perito tecnico. Con la compagna di vita Angela, il finalese ha allargato la famiglia con Paolo, Alessandra e Francesca. Quando Angela è mancata, Italo ha scelto di seguire il percorso accademico. L’Università marchigiana lo ha accolto, permettendogli di studiare, seguire le lezioni ed entrare in contatto con i docenti. Italo ha dunque instaurato un’amicizia con la professoressa Arianna Fermani, la professoressa di Filosofia con cui ha dato il primo esame della carriera universitaria. Nell’avventura universitaria è stato accompagnato nel percorso di studio dai tre figli e i tre nipoti. Tutti orgogliosi e felici di poter vantare un padre e nonno che ha dimostrato amore, volontà e profonda ammirazione per la vita e tutto ciò che rappresenta la verità.


Dopo la proclamazione telematica dello scorso giovedì, i festeggiamenti a casa Spinelli sono stati contenuti, ma con la promessa di Francesco Adornato (rettore dell’ateneo di Macerata) di averlo alla Festa del Laureato a settembre, come il laureato più anziano dopo 731 anni dalla fondazione dell’ateneo. «Sono riuscito a recarmi in sede per i primi quattro esami della magistrale – ripercorre Italo – prima che la pandemia bloccasse tutto. Per i successivi dodici esami, siamo passati in modalità telematica. Ho avuto però la possibilità di conoscere i professori e i miei compagni di corso prima che tutto chiudesse. Sono stati tutti gentili, rispettosi ed amichevoli».

Amichevoli i colleghi più giovani, che gli chiedevano consigli e gli parlavano apertamente. Amichevoli i docenti, con cui non è mancato qualche scherzo. «Sarò più anziano di lei!», ha detto una volta un professore ad Italo, spiegandogli di essere nato nel 1943. «Ed invece l’ho anticipato io, di quasi 10 anni», la ribattuta.


Il finalese ripensa all’infanzia ai tempi della guerra, quando i soldati tedeschi giravano tra le case del paese. A distanza di anni e dopo lunghi studi, Italo Spinelli ha trovato la risposta alla domanda “Dove si posa l’anima?”. «Spero di sì e che sia vero. Spero di poter rivedere un giorno Angela». Il medesimo amore lo ripone nelle nipoti. Augura a tutti i giovani di essere attivi e studiare. «La vita va vissuta – il consiglio del laureato – perché bella e piena di insegnamenti». Non c’è due senza tre? «Per ora sto studiando privatamente greco – confessa Italo – insieme a un professore di Finale che insegna a Cento. Leggo e traduco le versioni. Per il resto, si vedrà». —