Modena Le stanze degli abbracci crescono nelle Cra: «Una grande emozione»

Alla Fondazione Pia Casa Sant’Anna e Santa Luigia è di nuovo tempo di stringersi con affetto e in sicurezza. Merito del gruppo volontari verde Parco Torrazzi, che ha acquistato e donato due “stanze degli abbracci” alla Fondazione. Una è collocata nell’omonima casa residenza di via Mascherella, l’altra è collocata nella casa residenza San Giovanni Bosco di via Morselli. 

MODENA Alla Fondazione Pia Casa Sant’Anna e Santa Luigia è di nuovo tempo di stringersi con affetto e in sicurezza. Merito del gruppo volontari verde Parco Torrazzi, che ha acquistato e donato due “stanze degli abbracci” alla Fondazione. Una è collocata nell’omonima casa residenza di via Mascherella, l’altra è collocata nella casa residenza San Giovanni Bosco di via Morselli.

Modena, la stanza degli abbracci ai Torrazzi



«Ci mancava tanto il contatto», assicura Maria Clelia Silvestri. La donna visita alla Pia Casa Sant’Anna e Santa Luigia la madre Marcellina. Gli auguri per l’onomastico si trasformano in un dialogo senza mascherina e a poca distanza. La protezione è garantita da una barriera trasparente verticale, posizionata al centro della tenda gonfiabile. Verso il centro della barriera trovano spazio le fessure incellofanate in cui inserire le braccia per “toccare” i propri cari.

«Non riuscivo a vedere la mamma dal 3 marzo – aggiunge la figlia – era poco prima dell’ultima chiusura. Siamo entrambe molto felici. Nella stanza degli abbracci si sente perfettamente: pensavamo che il compressore coprisse la voce, invece no. Togliendo la mascherina, lei vede anche il labiale. Sono molto soddisfatta: posso toccarla attraverso la manica ed è piacevole lo stesso».

Per il gruppo dei volontari la riconoscenza è il miglior premio ricevuto. «Il contatto con i familiari e tra le persone in genere è fondamentale – interviene Roberto Righi, il volontario-ideatore della donazione – In genere, non si possono né vedere né sentire al di là delle telefonate. È fondamentale riproporre la possibilità di rivedersi e di riabbracciarsi, con tutte le precauzioni del caso».

La “lampadina” si è accesa in casa. «Mia moglie è un’operatrice della casa residenza – aggiunge Righi – Una sera a cena abbiamo visto in televisione e su internet le “stanze degli abbracci” che stanno nascendo a livello nazionale. Così abbiamo pensato di coinvolgere alcuni amici per raccogliere fondi e per proporla ai pazienti sia della Casa Sant’Anna e Santa Luigia sia della Casa San Giovanni Bosco».

E la proposta è stata accolta con entusiasmo. «I familiari sono felici – riconosce Silvia Tosi, coordinatrice della Casa Sant’Anna e Santa Luigia – e gli ospiti anche. All’inizio, una piccola percentuale dei nostri anziani s’è trovata un pochino spaventata dalla novità. Abbiamo però spiegato nei dovuti modi la funzione e hanno apprezzato poter di nuovo essere a contatto con il proprio familiare, dopo tutti gli ultimi mesi di lontananza forzata». —

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