Contenuto riservato agli abbonati

Vignola, l’azienda “Una tira l’altra” come le sue more e ciliegie

A Formica l’impresa di Valeria Sabbatini punta sulla qualità di frutta e verdura

Sta per iniziare nella Valle del Panaro un'altra annata dedicata alla frutta rossa e gli agricoltori si stanno preparando. È così anche per l'azienda agricola di via Claudia 6710 a Formica di Savignano dal nome evocativo "Una tira l'altra", proprio come le ciliegie di Vignola.

«Una tira l'altra perchè produciamo solo buona frutta – spiega la titolare Valeria Sabbatini – sono fragole, ciliegie, duroni, more e lamponi. Anche la scelta di piantare albicocche di varietà antiche va in questa direzione: noi teniamo più al sapore della frutta che non alla pezzatura». Valeria Sabbatini, 39 anni, lavorava in un mobilificio e realizzava progetti di arredamento, poi qualche anno fa, causa la crisi del settore e grazie all'amore fortissimo che aveva da sempre per la campagna e la natura, ha deciso di cambiare vita. Nel 2016 ha quindi aperto la sua partita Iva ed ha iniziato a lavorare in agricoltura rilevando un'azienda storica che era dello zio Armando Ballestri e prima ancora era stata del nonno Augusto.


«Quando sono entrata in azienda – dice Valeria – c'erano prevalentemente duroni e ciliegie, qualche susina. Ho però capito che per riuscire a fare reddito si doveva ampliare la proposta commerciale e il raggio d'azione».

All'ettaro e mezzo di frutteto dello zio Armando, Valeria ha così aggiunto un altro ettaro e mezzo di terreno nelle vicinanze. «In questo altro terreno aggiuntivo – ha detto ancora – abbiamo piantato le fragole, e poi albicocchi, peschi, kaki, meli, qualche pero. Abbiamo quindi aggiunto gli ortaggi e abbiamo puntato principalmente sulla vendita diretta». La commercializzazione avviene principalmente verso i privati, in primo luogo nel punto vendita lungo la Tangenziale di Vignola: la larga strada che abbraccia l'abitato della cittadina e da anni diventa ad ogni estate un mercato all'aperto di frutta e di verdura locale. E tra le bancarelle c'è Una tira l'altra.

«Ci rivolgiamo prevalentemente al consumatore privato – ha aggiunto Valeria – oltre al punto vendita sulla Tangenziale, a parte questo periodo di Covid, abbiamo cercato di fare più fiere possibili: fiere di paese, sagre e i mercatini di Natale. Questo ci ha permesso di arrivare alla gente». La campagna frutticola vignolese è quindi ai blocchi di partenza e per prime arriveranno le fragole.

«Le fragole sono uno dei nostri punti di forza e fra una settimana circa saranno pronte – ha aggiunto – quest'anno abbiamo piantato ottomila piantine, duemila in più rispetto allo scorso anno. E pensare che il primo anno ne avevamo appena un migliaio». Dopo le fragole sarà quindi tempo di ciliegie e duroni e poi di albicocche.

«Abbiamo piantato antiche varietà – racconta Valeria – purtroppo anche quest'anno, come l'anno scorso, di albicocche se ne mangeranno poche a causa delle gelate. Anche per la frutta rossa abbiamo le varietà più tradizionali. Dalla Moretta al Ciliegione, e poi l' Anella, il Nero I e Nero II. Sono le varietà che ha piantato mio nonno e queste non si toccano».

Alla sua sesta annata agraria che sta per cominciare, Valeria Sabbatini si dichiara decisamente convinta di essere sulla strada giusta.

«È dura ma sono contenta della scelta che ho fatto di comune accordo con il mio compagno Luca, che mi sostiene moralmente e con qualche aiutino quando il tempo libero glielo permette. Riesco in questo modo a gestire meglio la famiglia e i nostri figli, che crescono in campagna vicino a noi. Questo lavoro mi consente di avere sempre vicini anche i miei genitori. Ci sono comunque sempre tante difficoltà e i prezzi non sempre ripagano del lavoro fatto. Anche per questo ci stiamo impegnando tanto nella vendita diretta. Anche con le verdure sarà un lavoro a ritmo battente – conclude – zucchine, poi insalate, e pomodori, melanzane, peperoni e fagioli, tanti fagioli. Ne abbiamo piantate di diverse varietà: borlotti, canellini, corona. Abbiamo seminato carote che lo scorso anno sono andate moltissimo. Si finirà con le zucche, i cavolfiori, ne abbiamo di tutti i colori, e i cardi: cerchiamo di produrre di tutto. Ci vuole solo pazienza». —