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Modena. Ricomincia la movida nei locali dei Viali «Il parco va riqualificato»

I gestori dei tre chioschi sono ripartiti nell’ultimo week end in versione estiva «C’è voglia di stare all’aria aperta, ma per le regole serve l’aiuto di tutti»

 
MODENA L’ultimo fine settimana sui viali è stato un assaggio di estate. Complice il bel tempo, tanti modenesi si sono riversati sulla “promenade” costeggiante il centro storico affollando il parco delle Rimembranze e i tre locali – Elio Park, Zooky Cafè e Bobotti – che sono tornati a “respirare” dopo una stagione indubbiamente difficile. Sui social sono girati tanti video di ragazzi senza mascherina che si divertivano nel parco mentre la fila davanti a un chiosco (è il caso di Elio Park) nei momenti di punta dell’aperitivo ha raggiunto persino la strada. Certo, ancora non ci si poteva sedere ai tavolini, dal momento che l’ok è arrivato solo il lunedì, ma il flusso di persone registrato sabato e domenica lascia pensare che sarà un’estate altrettanto ricca per le tre attività rimaste a presidiare il parco.

Modena, la ripartenza dei chioschi sui Viali

 
Da Elio Park – dove da agosto 2019 è di casa Piero Zoboli – se sarà concesso di rioccupare il viale con i tavoli si parlerà in totale di circa 400 posti a sedere, di 4 persone incaricate di girare fra la gente e fare presente quando occorre stare più distanziati o indossare la mascherina e di un bancone allestito all’aria aperta per evitare che la gente si accalchi all’interno (nemmeno per pagare il conto). «L’investimento che ho fatto ha come primo obiettivo quello di carattere economico, che in questo momento, però, si associa all’esigenza del Covid quindi al secondo obiettivo ovvero poter rispondere a determinate norme di sicurezza, che sono certamente importanti - sottolinea Zoboli, che non risparmia una critica alle condizioni del parco - parto dal concetto che il parco è dell’intera città e, tolti i tre chioschi, è ancora così com’era. Questo vuol dire che se ne deve ridiscutere, riaffrontare il tema in un contesto diverso, con un altro spirito e con un atteggiamento che non sia né di parte né ostruzionistico».
Ma veniamo ora a Bobotti: anche qui lo scorso week-end le persone hanno dimostrato che la voglia di tornare a una sorta di normalità è tanta ma che, come sottolinea il gestore (ormai da 10 anni) Gianluca Venturelli, «questa voglia a volte è andata sopra le regole».
 
«Dobbiamo essere tutelati anche noi gestori perché il nostro compito è quello di accogliere la gente e farla stare bene, non posso dedicare il mio tempo ad insegnare quelli che sono i comportamenti corretti - spiega - abbiamo una cucina con pochi prodotti ma di qualità in una situazione carina e metteremo il massimo del nostro impegno per cercare di far rispettare le regole. Da parte del Comune e delle forze dell’ordine ci vuole però un aiuto da questo punto di vista». E sul “nodo” coprifuoco: «Credo che così com’è adesso serva e non serva, se devo essere sincero io non credo che la gente una volta che si è alzata da qua vada davvero a casa».
 
Una difficoltà, quella del fare rispettare le regole a clienti, palesata anche da Giada Mazzotti, responsabile bar di Zooky Cafè. «Abbiamo acquisito anche questo ruolo di tutori dell’ordine, laddove vediamo che qualcuno si disinibisce troppo noi ci proviamo a far rispettare le regole, al meglio delle nostre possibilità – spiega - teniamo il davanti del locale più sgombro possibile e, mantenendo le persone distanziate in fila, riusciamo un po’ a limitare il discorso degli assembramenti ma sul parco noi purtroppo abbiamo poco controllo. Un locale che comincia al mattino alle 8 con le colazioni e (attualmente) come gli altri chiude alle 22, ospitando al momento circa 80 persone a sedere. Forse qualcosa di più ma dobbiamo farci i conti a modo – specifica Mazzotti – non vediamo l’ora di dare il via a questa stagione estiva che speriamo possa un po’ ripagarci dei sacrifici dell’inverno». —

 

 

Gazebo non autorizzati

Piero Zoboli, gestore di Elio Park, torna sulla provocazione dei gazebo non autorizzati montati a settembre 2020 per far capire come la situazione dei locali posti lungo i viali del parco fosse complessa: «Probabilmente abbiamo calcato troppo la mano, esagerando un po’, ma la nostra idea era quella di sollevare il problema e ora qualcosa si è mosso. Se sto nel parco 365 giorni l’anno allora devo essere messo nelle condizioni di poter lavorare anche in inverno. Da parte nostra massima disponibilità a collaborare». L’intento è proprio quello di trovare, andando oltre settembre, un modo per poter gestire gli spazi senza incappare in situazioni non previste dalla legge e finire in sanzioni o “rimozioni forzate”.