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Fanano Ritrova nel Panaro i resti di una gavetta col nome del soldato «Cerco i famigliari»

Il modenese Bianconi l’ha vista tra i sassi in un trekking: «Il proprietario era di Trignano, si chiamava Giovanni»

FANANO. La gavetta di un soldato che riaffiora nel letto del fiume, che l’ha custodita almeno per 75 anni, ma forse anche di più, se si tratta di un ricordo della Grande Guerra. Sembra incredibile, eppure è successo nel più banale dei modi: durante una semplice camminata, in cui un fortunato colpo d’occhio ha restituito ciò che è rimasto celato per lunghi decenni.



Merito della passione nutrita da Alessandro Bianconi, 50enne modenese, per il river trekking, la risalita di fiumi e torrenti per un’immersione totale nella natura su percorsi non fatti per l’uomo. Approfittando di un periodo di siccità, ha pensato bene di avventurarsi nel letto del Panaro a partire da Marano e appena sopra a Casona, nella zona di confine con Pavullo, si è imbattuto in quel che non t’aspetti. «All’inizio sembrava un sasso tra i sassi – racconta – ma non so come è riuscito a incuriosirmi e così mi sono avvicinato e ho capito subito che era invece qualcosa di molto diverso: schiacciato da chissà quanti sballottamenti ma ancora in superficie, era ciò che rimaneva di un contenitore metallico molto, molto vecchio. Mi ha colpito in modo magnetico, ancor di più quando ho scoperto che era inciso: allora ho subito pensato a una gavetta militare».

È sempre stata consuetudine tra i soldati infatti tracciare con un coltellino nel contenitore dove consumavano il rancio le proprie iniziali, in modo che non potesse essere rubato da nessuno. Portato a casa e ripulito accuratamente, il misterioso oggetto dissepolto ha dato subito soddisfazioni con la prima parola ancora chiaramente leggibile: “Trignano”, il paesino attorno a Fanano celebre perché qui nacque e visse la sua adolescenza il mitico cercatore d’oro Felice Pedroni. Dunque il possessore della gavetta veniva da lì, questo certamente. Anche il nome si riconosce: “Giovanni”. Per il cognome invece è più complicata, perché la prima lettera è danneggiata. Sembra però essere “Gambaiani”. Ed effettivamente c’è un Giovanni Gambaiani che ha vissuto a Fanano, e che in Anagrafe risulta morto il 22 giugno 1948. Si stanno facendo ricerche per capire se ha fatto la guerra, la prima o la seconda o magari entrambe. Perdendo sulla via del ritorno per chissà quali ragioni la gavetta. Nel primo caso, si tratterebbe di un oggetto che da più di un secolo riposava nella custodia del fiume, fino ad essere riportato in superficie probabilmente dai movimenti legati a qualche grossa piena.

«È straordinario da pensare, sembra proprio che questa gavetta abbia voluto essere ritrovata da qualcuno, e sono felice di essere stato io – nota Bianconi – adesso il mio desiderio più grande è quello di riuscire a completare l’identificazione del soldato a cui apparteneva e risalire ai suoi discendenti: vorrei tantissimo poterla consegnare a uno di loro. Io ho fatto il militare nell’esercito e lo sento proprio come un dovere morale, il rispetto di un codice d’onore. Spero che tutto possa andare presto a buon fine, sarebbe veramente bello».

Dai famigliari poi la gavetta potrebbe essere consegnata al Museo della Linea Gotica proprio di Trignano: starebbe benissimo tra i ricordi della guerra e delle avventure di Felix. —

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