Modena, Brambilla (direttore Ausl) «Entro tre mesi una dose di vaccino per tutti i modenesi»

Brambilla: «Si può fare all’attuale ritmo di 6mila al giorno L’Rt è passato da 0,7 a 0,9: un dato da monitorare» 

MODENA «Almeno una dose per tutti i modenesi in poco meno di tre mesi, diciamo ad agosto».

A dirlo il direttore generale dell’Ausl Antonio Brambilla che per la prima volta si sbilancia su una previsione nella campagna vaccinale.


«In questi giorni stiamo eseguendo 6mila somministrazioni al giorno – spiega – e tenendo questi ritmi possiamo coprire con una dose l’80% dei modenesi in due mesi, il 90% in due mesi e mezzo e il 100% in poco meno di tre mesi».

Brambilla fa riferimento alla popolazione vaccinabile cioè tutti i residenti in provincia di Modena con più di 16 anni, cioè poco meno di 600mila soggetti. L’incognita restano sempre le consegne, il vero tallone d’Achille per l’Ausl: «Non possiamo mai programmare troppo in là nel tempo – ammette Brambilla – poiché sappiamo solo di settimana in settimana quante dosi ci arriveranno». C’è poi AstraZeneca i cui ritardi sono endemici: «Ci è stato detto che il 1 maggio arriveranno 22.500 dosi, ma per il resto del mese ancora non ho certezze».

Operare in questo clima è molto complesso, poiché quando si vaccina un soggetto occorre sempre tenere conto che si dovrà avere il richiamo: «A breve saranno pubblicati studi su persone che hanno ricevuto la prima dose di AstraZeneca e la seconda di un vaccino diverso. Se dovessero essere soddisfacenti e arrivasse il via libera dagli enti regolatori per noi sarebbe un immenso passo avanti, perché saremmo liberi dai vincoli dei richiami con AstraZeneca». Ad esempio sui circa 14mila operatori scolastici ne sono stati vaccinati 12.228 con AstraZeneca: tutti dovranno fare il richiamo e lo faranno con AstraZeneca, anche se con età inferiore ai 60 anni.

«In generale siamo soddisfatti di come sta procedendo ora la campagna – aggiunge Brambilla – I risultati ci dicono che i ricoveri delle persone anziane sono in netto calo». Tra chi ha più di 85 anni quasi l’80% ha già fatto due dosi, nella fascia 80-84 anni il 74,3%, in quella 75-79 il 22,7% mentre in quella 70-74 l’8%.

Il direttore dell’Ausl ha poi affrontato il tema della diffusione del contagio. Ci sono dati contrastanti e che andranno analizzati nei prossimi giorni.

«L’indice di contagio Rt è passato dallo 0,7 della settimana scorsa allo 0,9 attuale», puntualizza Brambilla. «Il tasso di incidenza di nuovi positivi ogni centomila è arrivato a 143 rispetto ai 146 della settimana scorsa. Sembra che la curva dopo settimane di discesa abbia raggiunto una sorta di plateau. Vediamo nei prossimi giorni, dobbiamo porre attenzione a questi dati».

Non a caso i contatti in isolamento domiciliare sono in lieve rialzo (il 20 aprile erano 2.735 martedì erano 3.438), mentre i positivi in isolamento domiciliare sono stabili (da 4.056 a 3.733).

Per questo Brambilla invita «all’uso corretto delle misure di prevenzione. Io sono d’accordo con il presidente del Consiglio Draghi quando parla di rischio calcolato, ma va calcolato bene. Dobbiamo trovare un equilibrio tra economia e salute, fermo restando che il nostro primo obiettivo come azienda sanitaria è quello di proteggere i nostri cittadini. Per questo invito tutti a indossare la mascherina e mantenere il distanziamento». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA