Modena, Scoprire l’organo e la sua musica con un viaggio 2.0

Alla scuola media Calvino è il docente-organista Stefano Manfredini a “dirigere” il viaggio. Al centro della scena digitale la millenaria tastiera a canne, trasformata da strumento musicale a multimediale.

MODENA Viaggio alla scoperta della “Macchina meravigliosa” e così l’organo entra negli istituti modenesi, affascinando gli studenti e sorprendendo i docenti. Alla scuola media Calvino è il docente-organista Stefano Manfredini a “dirigere” il viaggio. Al centro della scena digitale la millenaria tastiera a canne, trasformata da strumento musicale a multimediale.

Modena, musica alle scuole Calvino sulle note dell'organo


«I ragazzi sono coinvolti e preparati dai docenti – introduce Manfredini – poi seguono il video (“La macchina meravigliosa”, appunto), che è abbastanza modulare. Può essere interrotto e commentato dagli insegnanti, approfondendo la conoscenza dello strumento». Nella versione “classica”, erano le studentesse e gli studenti ad ammirare gli organi nelle loro “case” ossia nelle chiese, magari dopo averne avuto un assaggio durante la lezione. La versione “2.0” con il filmato può invece rappresentare un’anteprima nella speranza dei docenti di poter far ripartire gli incontri in presenza.


«Il video vuole essere uno strumento propedeutico a un incontro che speriamo possa avvenire presto direttamente sul campo – conferma Manfredini – In tal modo, gli studenti possono vedere gli strumenti direttamente dal vivo, sentendone il suono in presenza e non attraverso uno strumento multimediale».


Dai numeri illustrati dal docente, sono oltre trenta le scuole di Modena e provincia che hanno aderito al progetto. «Il video ha avuto una larga diffusione – sottolinea Manfredini – e un notevole apprezzamento da parte dei colleghi. Il nostro scopo è avvicinare gli studenti alla musica, in questo caso alla musica d’organo».


L’incontro era aperto a tutti gli istituti interessati mentre il filmato sarà caricato sul sito dell’istituto comprensivo 2. «Il progetto rappresenta un momento di riflessione – descrive la preside Antonella Stellato – e di grande ricchezza culturale per tutti. Nonostante le numerose difficoltà, riusciamo a valorizzare tutti i nostri talenti sia per gli alunni sia per i nostri docenti: hanno grandissime competenze, che vanno sfruttate».


All’iniziativa ha partecipato anche l’assessore all’Istruzione, Grazia Baracchi. Per lei si tratta tra l’altro di un ritorno nell’istituto in cui ha insegnato. «È un bel progetto – ammette Baracchi – che vuole aprire qualche orizzonte in più. La musica si è tanto fermata nell’ultimo anno, ma in alcuni luoghi è andata avanti. All’interno delle chiese è stato possibile ascoltare concerti con l’organo. È un bel modo per i ragazzi di scoprire qualcosa di diverso».


Le scoperte però non riguardano esclusivamente la musica. «Per i ragazzi è un’opportunità di conoscere gli insegnanti da un altro punto di vista – rimarca l’assessore – Non si presenta il “prof”, ma l’organista. È importante mantenere le relazioni e ricostruirle. Rendere più vicini i docenti agli alunni è la chiave per far ripartire tutta la scuola».


«La scuola è stata messa a dura prova – ribadisce la preside Stellato – Tutto quanto in cui abbiamo sempre creduto va attuato in modo molto oculato e nel rispetto di tutte le misure di sicurezza. Tuttavia, la passione non viene meno, anzi. Proprio in questo momento si vedono ancor di più le capacità e le competenze del mondo della scuola, pronta a cambiare e adattarsi alle situazioni».


«Da musicisti siamo consapevoli che il pubblico nei concerti stia invecchiando – il pensiero di Manfredini – È quindi nostro compito, come artisti e docenti, cercare di formare le giovani generazioni perché possano un giorno raccogliere il testimone, da semplici ascoltatori o magari da musicisti». La strada può non certo essere semplice perché, come in un percorso a ostacoli, bisogna trovare il modo di saltare e scavalcare una barriera, poi un’altra, quindi un’altra ancora. Per quanto tempo? Il responso del docente-organista potrebbe far tremare le gambe ma le soddisfazioni possono essere grandi e superare tutti i sacrifici compiuti. «Non si finisce mai di studiare – ammette Manfredini – e ci sono tanti sacrifici da fare. Essere musicisti ripaga però gli studi in termini di conoscenze, di emozioni, di relazioni. È una vita di continua esplorazione che merita di essere vissuta a pieno». —