Contenuto riservato agli abbonati

Modena. «Basta con i trasporti da incubo» La protesta riporta l’ingresso unico

Da lunedì si torna a scuola alle 8 col 60% in presenza, in deroga alle disposizioni del Governo. Ma resta lo sciopero

MODENA Addio doppio turno: si torna all’ingresso unico nelle scuole superiori della provincia, con una presenza per ora al 60%. Un po’ a furor di popolo, un po’ per i problemi insormontabili evidenziati in questa settimana di passione. La quadra è stata trovata ieri al tavolo prefettizio su scuola e trasporti che ha sancito da lunedì prossimo il ripristino dell’ingresso unico alle 8. Com’era fino a sabato, ma portando la presenza a quel 60% che giovedì scorso il tavolo provinciale aveva indicato come ottimale, prima che dal Governo arrivasse l’indicazione del 70. Resta però l’impegno a raggiungere la soglia indicata, anche ricorrendo a mezzi privati (auto, motorini, bici).



L’esigenza di una soluzione si è fatta più che mai urgente alla luce della pioggia di problemi e disservizi in tutto il territorio provinciale. Dove ieri si è svolto il primo sciopero: la protesta è partita da Pavullo, dove i rappresentanti di classe del Cavazzi e del Marconi sono rimasti fuori dalle scuole per circa due ore mentre gli altri studenti che dovevano essere in presenza sono rimasti a casa e quelli in Dad non si sono collegati.

«Ci hanno detto che è stato il primo sciopero studentesco dopo 11 anni – sottolinea Matteo Grotti, anima della mobilitazione – beh, le ragioni c’erano tutte di fronte alla drammaticità della situazione. Un grande ringraziamento a tutti i partecipanti, e ai prof che ci hanno appoggiato». Oggi lo sciopero si allargherà a gran parte della provincia: Vignola (Levi), Castelfranco (Spallanzani), Sassuolo (Volta), Maranello (Ferrari), Mirandola (Luosi Pico, Galilei) e Finale (Calvi e Morandi). E ovviamente Modena, a partire da Cattaneo e Muratori San Carlo. «Al Selmi – spiega Marco Frignani – ci sarà partecipazione solo alle ore canoniche di lezione dalle 8 alle 13».

Mobilitazione collettiva dunque, di fronte a un caos trasporti trasversale: «A Pavullo hanno spostato la corriera delle 13.40 alle 15.10, così quando usciamo alle 13.30 siamo costretti ad aspettare un’ora e 40 – denuncia Annalisa Ricci, quinta liceo Scienze Umane – e quella delle 16.20 è slittata alle 17: un’altra ora e mezza di attesa con l’uscita alle 15.30. Tutte ore di studio che perdiamo in vista della maturità».

Alessandro Corsini è di Fanano, ed è in 5F al Levi di Vignola: «Mercoledì ho dovuto prendere la corriera delle 6.50 perché dopo non ce ne sono: ho aspettato due ore prima di entrare alle 10. Al pomeriggio sono arrivato a casa alle 16.30. Pausa pranzo di un quarto d’ora». Del Levi anche Filip Czuba, sempre di quinta: «Mercoledì sono uscito alle 15 e ho aspettato fino alle 15.49 per partire per Bazzano».

Dagli studenti ai genitori: «Al Volta di Sassuolo il peso del secondo turno ricade solo sugli studenti di quinta che già devono preparare l’esame – osserva Cristiano Degli Antoni, rappresentante di classe – abbiamo scritto alla preside per capire le motivazioni. Il trasporto è un dramma: sta andando mia moglie a prendere e portare nostro figlio, da Serra». «Ci sono orari inconcepibili – rilancia Claudio Casini – i ragazzi escono alle 13.50 dal polo di Sassuolo e la corsa per Prignano parte alle 13.39. Ovviamente non riesce a prenderla nessuno: mercoledì l’ho seguita in macchina ed è arrivata praticamente vuota. A Maranello ce n’è una che parte alle 13.37 quando l’uscita è alle 13.40: ma con che logica?».

«Mia figlia al Sigonio doveva prendere mercoledì il bus delle 14.20 per Gaggio ma l’hanno spostato alle 15.20 – racconta una mamma – lei allora ha preso quello delle 14.50 per Castelfranco. Mi ha detto che a bordo erano in parecchi, e che l’autista sulla via Emilia non caricava più mentre alle fermate i ragazzi si assembravano nella speranza di salire: allucinante».

I problemi a cascata ricadono anche sulle medie: «Mio figlio fa la prima alle Cavour di Modena – racconta Anna Rizzello – mercoledì quando è uscito alle 14 di punto in bianco non ha trovato il bus delle 14.30 per Villanova, spostato alle 15.30. Doveva stare lì un’ora ad aspettare se non l’avesse caricato la mamma di un amico. Ma stiamo scherzando? Abbandonato a se stesso a 12 anni, senza alcun avviso del cambiamento alla famiglia?». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA