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Modena. Il teatro Pavarotti  riapre ed è subito festa «Speriamo di non chiudere mai più»

Grande emozione per un concerto simbolo, il primo in regione, dopo il lockdown che ha azzerato la cultura 

MODENA Erano le 19,15 in punto ieri sera quando in un’atmosfera decisamente festosa, a tratti surreale, proprio nella giornata del sessantesimo anniversario del debutto di Luciano Pavarotti al Valli di Reggio, le porte del teatro Comunale Pavarotti-Freni di Modena si sono riaperte.

Quasi incredulo il numeroso pubblico accorso anche da fuori regione per assistere al concerto “Shaloma Locomotiva Orchestra 32+1”, dove il numero sta per gli elementi dell’orchestra filarmonica italiana, diretta dal maestro Ronaldo Molinelli.



Sul palco il musicista e grande sperimentatore Mirco Mariani degli Extraliscio accompagnato da ospiti di eccezione tra cui il grande Paolo Fresu, con un progetto di “AngelicA Festival Internazionale di Musica” in collaborazione con “Festival Aperto di Reggio Emilia” e con “Festival l’Altro Suono di Modena”, dove lo spettacolo era programmato per il 2 novembre 2020.

«Siamo il primo teatro in Emilia Romagna e tra i primi in Italia che riapre – ha affermato con orgoglio, il maestro Aldo Sisillo, visibilmente emozionato- Ripartiamo in totale sicurezza, prima della chiusura estiva per la grande ristrutturazione, per non chiudere mai più. Si spera. Non smetterò mai di ripeterlo, i teatri sono luoghi sicuri».

La logistica è perfetta: nel foyer le persone sono entrate una alla volta. Sorridente ed emozionato, il pubblico dopo il rilevamento della temperatura ha raggiunto i posti assegnati in platea, dove le poltrone sono state distanziate grazie all’abolizione della metà delle sedute o sui palchi dove accomodandosi non più di due spettatori a palco, almeno che non fossero congiunti. «Finalmente una boccata di ossigeno e di bellezza», dice Cristina Spallanzani, modenese che a teatro è venuta con il marito ma anche con la figlioletta Anita di soli 4 anni e «Mirco Mariani - dice la piccola - l’ho già visto su Youtube».

Poi c’è Francesco Ferrari sceso da Serramazzoni con la fidanzata per sentire l'incredibile tromba di Fresu e Federico Marabini da Bologna che proprio «senza musica dal vivo non ci riuscivo più a stare» ha affermato. Ma approfittando della zona gialla c’è chi è venuto anche da Verona, Milano, Brescia e Firenze. L’emozione era tanta anche dietro le quinte. «Mi sembra di essere tornato indietro nel tempo – ha sottolineato Paolo Fresu – ricordo l’emozione di quando a 11 anni debuttai nella banda del mio paese. Ecco stasera mi sento proprio come allora. Dopo la chiusura forzata di questi mesi questa sera riprendo proprio in questo teatro e in questa città che mi accoglie sempre con tanto calore».

«Una luce che ci porta fuori dal tunnel – aggiunge il protagonista della bella serata Mirco Mariani – e “Luce” è il titolo del brano con cui inizierò il concerto perché questa scia luminosa che si chiama musica dal vivo non si debba spegnere mai più». Alle 20 in punto lo spettacolo è iniziato con i saluti del presidente della Regione Stefano Bonaccini e l’assessore alla cultura di Modena Andrea Bortolamasi che ha esordito: «La cultura torna finalmente in presenza, nella socialità, nell’incontro e nella relazione», seguito da Stefano Bonaccini che, dopo aver ringraziato gli artisti per la grande dignità che hanno mostrato in questi terribili mesi di pandemia ha aggiunto «non smetteremo mai di finanziare la cultura nella nostra Regione e riempiremo i teatri sempre più di bellezza». Alle 21,30 il concerto è puntualmente terminato per permettere di rincasare entro le 22. —

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