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Modena Sfruttamento prostituzione Oltre 1.200 donne contattate

L’assessore al Welfare Pinelli ha illustrato in Consiglio l’attività di “Oltre la strada” Nel biennio 2019-20 le persone che hanno aderito al programma sono state 47

MODENA Più di 1200 vittime della tratta e dello sfruttamento della prostituzione seguite nell’arco di due anni. Sono i numeri di “Oltre la strada”, il progetto per l’emersione e la tutela delle vittime di tratta e di sfruttamento della prostituzione su strada, e di “Invisibili”, che ha gli stessi obiettivi per la prostituzione al chiuso. Due progetti che hanno proseguito la propria attività anche nel corso della pandemia, integrando e adattando i propri servizi per mantenere il contatto con le ragazze attraverso la reperibilità telefonica, videochiamate con le ragazze che chiedevano di essere aiutate, il raccordo con l’unità di strada e con gli sportelli di bassa soglia per la consegna di pacchi alimentari a chi ne aveva bisogno.

Lo ha spiegato l’assessore alle Politiche sociali Roberta Pinelli che, nel Consiglio comunale dedicato al “question time” di mercoledì, ha risposto all’interrogazione del consigliere di Forza Italia Piergiulio Giacobazzi. Partendo dall’arresto di due coniugi nigeriani accusati di gestire un traffico di giovani donne avviate alla prostituzione di strada, effettuato dalla polizia di Stato a marzo a Formigine, il consigliere ha chiesto quali siano le azioni di contrasto al fenomeno attuate a Modena, e in particolare quali fossero gli interventi previsti per il 2019 e il 2020 nell’ambito dei progetti “Oltre la strada” e “Invisibili”, quali altri enti siano stati coinvolti nella realizzazione delle attività, quante azioni siano state svolte nel biennio e nel corso della pandemia, quante siano le persone intercettate e prese in carico, di quale nazionalità e con quale status migratorio.


Nel biennio 2019-2020, ha spiegato l’assessore Pinelli, le uscite dell’unità di strada sono state 112, per un totale di 1.246 persone contattate: 853 nel 2019 e solo 393 nel 2020, a causa dell’emergenza sanitaria. Nello stesso periodo, nell’ambito del progetto “Oltre la strada”, sono state valutate 190 persone: tra queste, 47, quasi tutte di nazionalità nigeriana, sono state identificate come vittime di tratta e di grave sfruttamento e hanno deciso di aderire al programma di protezione sociale. A oggi, in 26 hanno terminato il percorso, mentre 21 sono ancora in carico: tutte sono regolari in Italia o in fase di imminente regolarizzazione. Nell’ambito del progetto “Invisibili”, nel periodo di riferimento, sono state effettuate oltre 800 chiamate, mentre 27 persone si sono rivolte spontaneamente al servizio.

Nella sua risposta, l’assessore ha anche ricordato le finalità del progetto “Oltre la strada”, finanziato dal Dipartimento delle Pari opportunità e avviato nel 2019, che avvicina le persone vittime di tratta, anche attraverso l’unità di strada, stabilendo un primo contatto con coloro che si prostituiscono per offrire punti di accesso ai servizi, oltre a mappare e monitorare il fenomeno. Importante, ha sottolineato Pinelli, «è la continuità del contatto, in modo da stabilire relazioni significative che sono il presupposto per intraprendere un percorso di svincolo dalla tratta e di inclusione sociale».

La gestione delle attività rivolte alla tratta e allo sfruttamento è affidata al Consorzio di solidarietà sociale nell’ambito dell’appalto per le attività del Centro stranieri, per un corrispettivo (che comprende le azioni sperimentali, quelle ordinarie, il progetto Invisibile e Riduzione del danno) di 233mila 521 euro per il periodo compreso tra il 1 marzo 2019 e il 30 giugno 2021. —

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