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Modena  Si torna al turno unico a scuola. I dettagli dell'accordo

La Prefettura punta a un incremento del 10% in modo progressivo, d’intesa con la scuola  

MODENA L’accordo per il ritorno al turno unico è stato raggiunto dopo un intenso confronto (in videocollegamento) al Tavolo di coordinamento presieduto dal prefetto Alessandra Camporota. Presenti i rappresentanti di Regione e Provincia, dei Comuni, delle forze di polizia, dell’Ufficio Scolastico provinciale, dei presidi, di Amo e di Seta, nonché del dirigente del Dipartimento di Sanità Pubblica.

Si è partiti dall’analisi dei dati sul contagio in ambito scolastico, ma anche «delle numerose criticità che il nuovo regime di orario basato su due turni di ingresso alle 8 e alle ore 10 ha generato» sottolinea la nota diramata dalla Prefettura. Sono state presentate le posizioni del sistema scolastico e di quello dei trasporti, e nella consapevolezza di dover dare con urgenza una risposta si è concordato «il ripristino da lunedì dell’unico orario di ingresso alle 8 con garanzia della didattica in presenza per almeno il 60% degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado. Tutti i componenti del tavolo – si rimarca – si sono impegnati a trovare misure organizzative che consentano tendenzialmente e con flessibilità di assicurare il 70% della didattica in presenza», così come indicato dal Governo. «Le misure decise – si osserva – rappresentano un punto di equilibrio tra le esigenze rappresentate dal mondo della scuola e la potenzialità del sistema del trasporto pubblico locale, nella condivisa necessità di assicurare la massima tutela della salute e nel rispetto della normativa vigente».


Il 60% di fatto verrà garantito subito da Seta con un’organizzazione dei trasporti (con bus che restano al 50% di capienza) analoga a quella a cui era stato dato il via libera giovedì scorso, allo stesso tavolo, prima che dal Governo arrivasse l’indicazione del 70. Il 10% in più ci si impegna a raggiungerlo progressivamente in collaborazione tra la scuola e le famiglie, ricorrendo a mezzi privati (auto, motorini, bici). «Viene lasciata autonomia organizzativa alla scuola su come arrivare, nell’ambito dei trasporti, all’obiettivo» ha spiegato il prefetto.

Piena soddisfazione per il risultato da parte del presidente della Provincia Gian Domenico Tomei: «È stato fatto un bellissimo lavoro da parte della Prefettura, riuscendo a trovare la sintesi con un grande spirito di squadra – commenta – abbiamo mostrato una provincia capace di mettersi attorno a un tavolo per affrontare i problemi e dare una risposta rapida ai bisogni delle famiglie e del territorio».

Lo stesso Tomei poi col sindaco Gian Carlo Muzzarelli ha spostato subito l’obiettivo su settembre indirizzando una lettera a Draghi e al ministro Bianchi per chiedergli «di avviare un confronto urgente, coinvolgendo il mondo della scuola e le forze sociali, affinché il prossimo anno scolastico possa avviarsi e svolgersi serenamente e in sicurezza». Ricordando che «nei mesi scorsi sono stati messi in campo sforzi senza precedenti per potenziare la flotta dei mezzi pubblici», Tomei e Muzzarelli evidenziano che nella nostra provincia «oltre un certo limite non è possibile andare per oggettive carenze di mezzi, di infrastrutture e di disponibilità di personale all’interno del trasporto pubblico locale».

E guarda già al settembre anche Forza Italia, in una nota di Paola Pasquali e Maria Chiara Venturelli: «Molti temono che questo sistema a doppio turno rappresenti un banco di prova per il prossimo anno scolastico – notano – noi chiediamo che non venga più riproposto. Il trasporto pubblico extraurbano è stato riprogrammato a tavolino e troppo in fretta senza tenere conto delle difficoltà dei collegamenti dei singoli territori ed è risultato un fallimento. Non è giusto che a pagarne il prezzo siano i giovani, specie quelli che vivono nelle aree periferiche della montagna, già esposti in questi giorni a un maggiore rischio contagio, con attese anche di due ore in ingresso e uscita da scuola». —