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Modena. Studenti in sciopero, grande adesione nelle scuole: «Vogliamo rispetto»

Manifestazione nonostante l’abolizione dei doppi turni: «È un gesto anche simbolico Contestiamo la mancanza di organizzazione per il rientro»

MODENA «Noi non siamo una percentuale», recitavano i tanti cartelli apposti agli ingressi delle scuole superiori di Modena e provincia ieri mattina per lo sciopero generale organizzato dai rappresentanti di istituto e di classe per dire “No” ai doppi turni scolastici che in questi giorni hanno creato disagi, malumori e tanta rabbia tra gli studenti, ormai stanchi e provati dopo un altro anno scolastico passato tra didattica a distanza, quarantene e ripartenze rivelatesi fallimentari.

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L’idea dello sciopero è partita dell’associazione studentesca “React” di Modena, i cui membri, attraverso tavoli di lavoro virtuali, sono riusciti a coordinare la maggior parte degli istituti superiori della provincia per organizzare due ore di presidio statico davanti alle scuole con l’obbligo di mascherine e distanziamento, chiedendo che partecipassero una minima rappresentanza di alunni di ciascuna classe per evitare assembramenti.

«Comunque scioperiamo in tanti – conferma Mirco Rocchi che frequenta la terza del liceo Muratori San Carlo – siamo stufi di vivere perennemente nell’incertezza. L’organizzazione è troppo caotica, i trasporti non si sono adeguati ai nuovi orari e noi siamo nel caos».

«Con questo assurdo rientro al 70% - continua il compagno di classe Guido Nicoli- c’è gente che al mattino arriva comunque a scuola alle 8 con l’unica corriera disponibile e non può entrare in classe prima delle 10, rimanendo fuori anche sotto la pioggia, senza peraltro aver risolto il vero problema che è quello del sovraffollamento sugli autobus, visto che non è stato potenziato il servizio un’ora più tardi. Situazione paradossale».

«Stesso disagio per il rientro pomeridiano – aggiunge Arianna Cornia – ci sono ragazzi della provincia che arrivano a casa non prima delle 17. Noi studenti dobbiamo essere ascoltati di più. Ormai la nostra vita è totalmente scombussolata: niente più sport e tanta fatica nello studio, senza considerare che forse adesso che siamo diventati gialli, ci farebbe piacere anche avere un po' di tempo per vedere i nostri amici».

I ragazzi hanno deciso di scioperare nonostante il prefetto Camporota abbia già deciso di abolire i doppi turni: «È anche uno sciopero simbolico – spiega Sara Fabbri della quarta del liceo Selmi –. Al di là dei turni noi siamo molto arrabbiati per come ci siamo sentiti trattare da un anno e mezzo a questa parte. Addirittura ultimamente ci siamo sentiti dire che ci accontentiamo della scuola al 50%. Ma il punto non è questo. Noi contestiamo la mancanza di organizzazione per poter rientrare in modo diverso e non capiamo il perché bisogna necessariamente sperimentare un sistema alternativo a un mese dalla fine della scuola». Soddisfatto per l’alta adesione è Ernesto Bossù, portavoce di React: «Nei giorni scorsi abbiamo anche raccolto più di 1100 firme per l’abolizione dei turni e siamo stati ascoltati. Ci dispiace solo che altre associazioni studentesche non abbiamo aderito a questa giornata facendone una questione politica, cosa che non è e non deve essere, perché una scuola equa e sostenibile deve essere un diritto per tutti». —