Contenuto riservato agli abbonati

Vignola Progetto Asp - Terre di Castelli. Caspita che lavoro! I ragazzi disabili entrano in azienda

VIGNOLA La persona al centro, da zero a cento anni, a 360 gradi. Questo periodo storico ci ha dimostrato una volta per tutte l’importanza della cura, della relazione, dell’attenzione reciproche, da sempre obiettivo primario delle aziende pubbliche di servizi alla persona.


Tra queste, c’è l’Asp Terre di Castelli G. Gasparini, che al suo interno ha tante anime diverse, dall’infanzia alla disabilità al mondo della terza età, a supporto di chi ha bisogno ma anche per sostenere quelle abilità che ci sono e vanno messe in luce.


«Il nostro laboratorio occupazionale di formazione e preparazione al lavoro cASPita, a Vignola, anche in questo anno così difficile, con tutte le misure di sicurezza del caso, non ha mai smesso di essere attivo – spiega Marco Franchini, amministratore unico dell’Asp “G. Gasparini” – Abbiamo cercato di compromettere il meno possibile lo svolgimento del lavoro per non lasciare che i ragazzi stessero a casa inattivi, depauperando tutto il percorso di autonomia che è stato fatto su di loro. Le aziende con cui lavoriamo, per fortuna, hanno ripreso a pieno ritmo e si sono appoggiate molto anche a noi». CASPita attualmente conta 16 ragazzi con disabilità impiegati, che vengono avviati al lavoro eseguendo manufatti artigianali e lavorazioni in conto terzi per aziende del territorio, gestendo anche uno spazio vendita dei propri prodotti realizzato insieme alle eccellenze artigianali e con l’aiuto prezioso dei volontari.


Causa Covid, il punto vendita ha avuto qualche rallentamento per adeguarsi all’andamento pandemico, come tutte le attività commerciali, mantenendo comunque una possibilità di acquisto diretto tramite prenotazione telefonica per il ritiro dei prodotti, evitando il flusso di troppe persone in negozio.

«Il percorso al cASPita prevede il passaggio lavorativo all’interno di aziende e un paio di ragazzi hanno lasciato il percorso recentemente, per noi un risultato importante – commenta Franchini – Basta parlare di diversità come elemento di distanza e di assistenzialismo: il welfare è lo strumento con cui misuriamo il tasso di efficienza di una comunità. Può essere luogo di assistenzialismo o di generazione: per me deve essere luogo di generazione e innovazione». Un ruolo fondamentale lo gioca il mondo del terzo settore che con le sue numerose associazioni rappresenta un pilastro. «Se non ci fosse il volontariato nel nostro territorio, tante belle cose che un’azienda pubblica può mettere in campo rischierebbero di non trovare fattiva realizzazione – sostiene Franchini – Senza di esso perdiamo una parte fondamentale del nostro welfare e ne rischiamo la sostenibilità. Nel volontariato non c’è solo quello che si crea sul momento ma anche il valore aggiunto che esso porta con sé, coniugando utilità sociale e valore culturale.

Avere intorno a me, nell’azienda pubblica, una rete di associazioni che mi supporta e con cui costruisco dei progetti - prosegue Franchini – porta effetti positivi che vanno ben oltre quello che facciamo sul momento, penso al trasporto sociale piuttosto che l’innovazione con i giovani fino al tema del dopo di noi».
A questo proposito, ad esempio, grazie all’associazione AsPeople. Innovazione è nata l’idea delle magliette e felpe #stamsòdadòs, grazie alle quali è stata lanciata una campagna di raccolta fondi a favore dell’Asp. «Come azienda stiamo lavorando su tanti temi – dice Franchini – Fondamentale è la partecipazione e la presenza dei cittadini che sentono la nostra azienda al servizio della pubblica utilità. Grazie al sostegno della Regione, realizzeremo a Vignola il nuovo polo socio sanitario “Life” che al centro avrà una casa residenza e intorno servizi che possono trovare interazione tra loro, dalla comunità pediatrica al centro per le famiglie all’ospedale di comunità».


Grande attenzione anche per le giovani famiglie e l’infanzia con il lancio, a Montale, grazie al comune di Castelnuovo, dell’iniziativa “Un asilo fuori dal comune” ma anche attenzione alle donne vittime di violenza, sul tema della tutela e del riscatto. «Nel nostro territorio non c’è ancora una comunità per i minori – conclude Franchini - Stiamo ragionando insieme a un comune montano per riuscire a strutturarne una all’interno di una cornice più ampia, per dare a questi ragazzi una possibilità di riscatto rispetto a un passato che li ha segnati. Aiuteremo poi molto le comunità montane a non spopolarsi facendo in modo che quegli anziani che oggi hanno bisogno di servizi li possano trovare comodi, dove abitano, per poter rimanere nella loro terra». —
<SC1038,169> RIPRODUZIONE RISERVATA