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Auto cinesi, "scippate" da Reggio, ma Muzzarelli non fa drammi

Dopo la scelta a sorpresa del colosso. Il sindaco: «Non cambia nulla, Modena resta al centro della strategia. A disposizione per il quartier generale di Silk-Faw»

Le supercar marchiate Silk-Faw che nasceranno nella Motor Valley hanno scelto Reggio Emilia. Ne prende atto anche il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, che però valuta comunque la scelta del cuore dell’Emilia come opportunità: «Che un gruppo industriale cinese-americano voglia venire da noi per produrre vetture sportive di alto livello non stupisce, perché le automobili prodotte qui hanno qualcosa in più, grazie alla grandissima tradizione ed alla qualità. Non a caso lo stesso dipartimento di Ingegneria della nostra Università è dedicato ad Enzo Ferrari (ricordo il progetto unificante di Muner). In questo senso, che una multinazionale cinese metta lo stabilimento produttivo di qua o di là dal Secchia non cambia nulla, né a livello di occupazione, né di altro. Modena è e rimarrà al centro della strategia, e naturalmente se la decisione della Silk-Faw fosse di collocare rappresentanza e quartiere generale a Modena saremmo a disposizione».

Un auspicio, per cercare anche l’ultimo ponte possibile e avere in pancia anche una quota, seppur minima, di novità entro i confini della provincia.


«L’Emilia-Romagna - prosegue Muzzarelli - è nota nel mondo per essere la “Motor Valley”. Il cuore del mondo dei motori è qui, con case automobilistiche, scuderie, tantissime imprese del settore, circuiti e tantissima passione. Il dopo Covid richiede un supplemento di visione, uno sforzo ulteriore di alleanze territoriali per costruire nuove opportunità di lavoro e soprattutto per accelerare nel cambiamento del settore con auto sempre più belle, ecologiche (a partire dall’alimentazione: veicoli elettrici, ad idrogeno…). Di fronte a queste sfide i confini per noi non esistono, vanno superati per realizzare un alleanza tra territori nella regione leader dell’automotive».

Spostare l’asse motoristico tra Modena e Reggio - dalla parte opposta della via Emilia rispetto a Castelfranco, che aveva più di una opportunità di aggiudicarsi l’investimento - va un po’ contro la storia dell’asse Modena-Bologna dove da sempre si fa la storia dei motori: «Modena è al centro di quei 40 chilometri cuore della Motor Valley, con tante imprese che stanno investendo, dalla Ferrari alla Maserati sino alla Pagani - continua sempre il sindaco - Ed è un territorio che non è solo modenese, con le imprese citate e tante altre, e bolognese con le bellissime Ducati, Lamborghini..., ma ben più ampio, dalla Dallara a Fornovo, nel parmense, sino alla Alpha Tauri, ex Toro Rosso, a Faenza, con tante imprese della filiera piene di competenze, penso Hpe-Coxa, Cpc, Omr ecc...».

«Ora lavoriamo - conclude - per ottenere gli investimenti dove esistono le condizioni e le dimensioni, e per far sviluppare aziende innovative che possano assicurare ricadute importanti accrescendo la collaborazione con le aziende innovative del territorio che come abbiamo visto stanno già operando per costruire i prototipi. Il futuro deve vivere qui, e un’opportunità come questa è per tutti». —

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