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Sassuolo. Calzoleria Carlino: cento ore di lavoro a mano per una scarpa storica

Alla Calzoleria Carlino di Riccardo Cianci i clienti arrivano da tutto il mondo  «Il nostro vanto è realizzare le forme esattamente come si faceva 200 anni fa»

SASSUOLO A soli 28 anni è il titolare della storica calzoleria che nel 1958 aprì suo nonno, diventato poi il maestro di quel nipote che lo accompagnava fin da piccolo in bottega: Calzoleria Carlino. «La realizzazione di una scarpa per me è il graal, cerco sempre la proporzione giusta della scarpa e dei modelli», dice Riccardo Cianci, che in piena pandemia ha spostato l’attività in via Pia 5 a Sassuolo. La particolarità? Qui si realizza ancora la forma in legno (proprio come si faceva 150-200 anni fa) e ogni scarpa su misura, che richiede più o meno 100 ore di lavoro, è realizzata con quella esclusiva del cliente.

Sassuolo / Alla calzoleria Carlino: dove fare le scarpe è arte



Quando hai iniziato?

«Dopo tanti anni ad osservarlo, a 18 anni sono diventato il suo ragazzo di bottega: smontavo i tacchi, mettevo i chiodi nelle scarpe… A 21 anni, poi, ho rilevato l’attività. Prima eravamo in via Radici in Monte, qui siamo venuti a settembre 2020 decidendo di investire in un periodo in cui il lavoro era calato per poi ripartire, si spera, a pieno ritmo una volta tornati alla normalità».

Com’è che parli sempre al plurale?

«Sono l’unico titolare ma il plurale è l’abitudine di coinvolgere sempre tutti, soprattutto Taichi, il ragazzo giapponese che è con me da 3 anni. Lui è stato il mio apprendista e ora è diventato il mio braccio destro e sinistro. Poi c’è Michelangelo, italo-svedese, originario di Malmö, anche lui molto bravo».

Molto giovani anche loro… come sono arrivati nella tua bottega?

«Taichi è venuto zaino in spalla dal Giappone per imparare a fare le scarpe in Italia. È nella cultura giapponese il fatto di cercare un maestro per apprendere quello che piace e dopo aprire una propria bottega. Ma io spero che rimanga con me. Michelangelo invece ha mandato un messaggio in “direct” prima di venire, a gennaio dell’anno scorso. E ha già l’idea di aprire la propria bottega».

Parliamo della calzoleria. In cosa siete specializzati?

«Abbiamo la nostra produzione e lavoriamo all’80% con scarpe da uomo: classiche, stivaleria, stivali da equitazione. Ma da quando ci siamo trasferiti qui abbiamo iniziato a produrre anche qualcosa da donna come decolté, stivali e sandali “Capri”. Il nostro vanto è che realizziamo le forme come si faceva 150-200 anni fa e ogni scarpa su misura è realizzata con la forma esclusiva del cliente, rispettando quelle che sono le peculiarità dei suoi piedi. Parto da blocchi di legno che poi, attraverso movimenti circolari, scavo con una sciabola del 1900. Una volta ottenuta la sagoma grezza del piede, passo a lavorarla con le raspe. Io realizzo la sinistra, poi la mando a un falegname che con un macchinario mi fa la destra e da lì apporto le modifiche perché il piede destro è sempre diverso dal sinistro. Il cliente non sa mai che numero ha realmente».

Cioè?

«Il nostro piede, a differenza delle cinture, non ha un’unica taglia perché le misure del piede sono in realtà tantissime misure circolari. Mi spiego: oltre alla distanza fra tallone e volta plantare – che è la vera lunghezza del piede – abbiamo la pianta, il sottocollo, il collo e la passata. E queste 4 misure non sono mai uguali l’una all’altra. Oggi vediamo sempre più problemi a livello di postura, mal di schiena, cervicali, male alle spalle, perché usando scarpe di pronto moda il piede appoggia in punti non corretti».

Quanto impiegate per realizzare completamente a mano una scarpa su misura? E quanto arriva a costare?

«Solo per la forma, 30 ore di lavoro. Per il totale di una scarpa siamo sulle 100 ore di lavoro, con un tempo di attesa che attualmente è di 6-7 mesi. Un paio di scarpe su misura realizzato completamente a mano costa dai 2000-2500 euro in vitello, mentre se si usano pellami esotici si arriva anche a 4000-4500 euro. Se invece facciamo un passaggio a macchina allora il tempo si dimezza e le scarpe vengono a costare molto meno: 1200 euro più o meno. Poi abbiamo la nostra linea di pronto moda e lì siamo tra i 400 euro e gli 800 euro. Quello che va a incidere molto è la forma perché una volta realizzata quella produciamo la scarpa di prova che il cliente terrà per il tempo che gli serve per capire se è davvero giusta. A quel punto ci chiama o passa in bottega per approvarla e noi procediamo con la scarpa finita».

Chi sono i vostri clienti?

«Abbiamo soprattutto una clientela estera, persone sempre molto facoltose. Il nostro cliente italiano invece può essere l’avvocato, il dottore ma abbiamo anche qualche personaggio dello spettacolo, uno stilista… So bene che 2mila euro per un paio di scarpe sono tanti perciò con chi cerca un buon paio di scarpe ma non ce li ha arriviamo sempre a un compromesso e con 800-1000 euro lo riusciamo ad accontentare». —

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