Bomporto, l'iniziativa. Una gita al buio per riscoprire la gioia di viaggiare

La svolta è arrivata con il primo viaggio a sorpresa, organizzato per alcuni coraggiosi turisti che hanno aderito e a occhi chiusi si sono fatti accompagnare. Meta individuata: Santarcangelo di Romagna.

BOMPORTO I vent’anni di attività non festeggiati per la pandemia, i 21 iniziati male per le continue limitazioni agli spostamenti, ma che dal 1° maggio sembrano aver azzeccato la cosiddetta svolta positiva.

La storia di Pop Tours, azienda di trasporti di Bomporto, è un saliscendi di emozioni e rivincite unite da un comune denominatore: la cocciuta volontà di non arrendersi mai e di sfruttare ogni avversità per migliorarsi. I titolari lo avevano fatto nei mesi del terremoto, con il piazzale requisito dalla Protezione civile, e lo hanno rifatto negli ultimi 14 mesi di pandemia, lavorati saltuariamente ma usati per ripresentarsi al top.


La svolta è arrivata con il primo viaggio a sorpresa, organizzato per alcuni coraggiosi turisti che hanno aderito e a occhi chiusi si sono fatti accompagnare. Meta individuata: Santarcangelo di Romagna. «Abbiamo scelto come destinazione la Riviera – spiega Silvia Ferranti, la titolare di Pop Tours – Anche loro, come noi, hanno sofferto tanto dell'assenza dei turisti; quando ho contattato lo Iat di Santarcangelo le ragazze erano felicissime: siamo stati il primo pullman approdato nel loro territorio dopo tanti mesi. Anche in autogrill in realtà siamo stati accolti dal direttore con entusiasmo, proprio come se fossimo “merce rara”.

Così come è stato suggestivo vedere i volti degli abitanti di Santarcangelo nel notare l’arrivo di un pullman di turisti. Ne avevano bisogno. Bello anche incontrare la nostra guida, che ci ha confessato l’ormai mancanza di abitudine nel rapportarsi con la gente».
Tra le meravigliose grotte di Santarcangelo, l’incantevole borgo medievale e il tour a Riccione per rivedere il mare, la combriccola si è goduta una giornata spensierata. Ma sono tutti gli ultimi 14 mesi a svelare il coraggio di Pop Tours, qualità già emersa nel periodo del sisma quando i bus partivano per i porti di Livorno e La Spezia dove accoglievano i turisti in nave per accompagnarli alla scoperta delle grandi città e della storia toscana. Se il 2012 “sembrava il fondo”, il 2020 e 2021 sono stati molto peggio. «Dal 24 febbraio 2020 è iniziata un'era di desolazione – ammette Silvia – Vedere tutti i pullman fermi in deposito per mesi è stato un duro colpo economico ed emotivo: lo strazio dell'inattività è molto doloroso per chi ha dedicato tutta la vita ad un progetto. Il primo pensiero sono stati i dipendenti e le loro famiglie: abbiamo sempre anticipato loro la cassa integrazione e stiamo continuando a farlo: c'è un gap di 4 mesi dello Stato».


Lo stallo ha imposto ai titolari di “rimboccarsi le maniche”. «Il mio lavoro d'ufficio non era necessario – spiega Silvia – pertanto dopo aver ritinteggiato la casa per non stare con le mani in mano, ho lavorato come dipendente per qualche mese in un’azienda di un’amica che produce abbigliamento di alta qualità e durante l'estate sono andata a raccogliere la frutta. Mio marito, nel frattempo, si è occupato di riorganizzare l'azienda in vista della tanto agognata ripartenza. Ci siamo resi disponibili per i servizi integrativi per il trasporto pubblico locale con Seta spa, che svolgiamo da settembre con tutti i nostri pullman. Non è la nostra tipologia di lavoro preferita, ma era necessario ricominciare a fatturare e contribuire alla risoluzione dell’aggrovigliata matassa dei trasporti pubblici».


La riapertura estiva del 2020 ha illuso ma l’autunno ha imposto a Pop Tours un nuovo stop e un’altra necessità di preparare il futuro, che in questo caso fa anche rima con sostenibilità ecologica. Cosa ci azzecchi l’ambiente con una società di trasporti lo spiega bene Silvia. «In dicembre ho fatto un contratto con la Treedom per poter regalare un albero a tutti i nostri clienti. Crediamo che ognuno di noi debba fare la propria parte per rendere più sostenibile anche il turismo, pertanto, seppur viaggiare in pullman è molto più ecologico che con 12 auto, abbiamo deciso di contribuire alla riduzione delle emissioni di CO2 con l’iniziativa “La foresta Pop Tours”. In questa direzione stiamo adottando tanti cambiamenti in azienda per ridurre al minimo l'utilizzo della plastica, utilizziamo prodotti biodegradabili per le pulizie e abbiamo installato la raccolta differenziata su ogni pullman per sensibilizzare anche i clienti. Piccoli passi verso grandi cambiamenti.

Poi ho partecipato ad alcuni corsi per implementare le mie conoscenze sul digital marketing: ho imparato a costruire il nostro sito (www.poptours.it ), ho acquisito competenze pratiche per il social marketing e ho iniziato il processo di digitalizzazione aziendale per evitare l'utilizzo della carta. Infine ho anche partecipato ad un corso per aprire un’attività di somministrazione alimenti e bevande che non è collegato al mio lavoro, ma era un mio sogno che potrebbe diventare un piano B, perché tutti dovremmo sempre averne uno».