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Mirandola «Addio a Mimmo Il nostro gigante buono ha donato gli organi»

L’annuncio di Francesca Corcione, sorella di Domenico Il 59enne non ce l’ha fatta. Solidarietà e affetto ai famigliari

mirandola. «Mimmo era il nostro gigante buono, generoso fino all’ultimo nei confronti delle altre persone, donando gli organi».

Non ce l’ha fatta Domenico “Mimmo” Corcione, il 59enne che si era allontanato dalla sua abitazione di Mirandola nelle scorse settimane e successivamente era stato ritrovato a Cavezzo in gravi condizioni.


Sono in tanti i parenti più stretti, i conoscenti e gli amici che piangono la scomparsa di Mimmo, che avrebbe compiuto 60 anni il 12 maggio. la moglie Daniela, il figlio Simone, la mamma Antonietta, le sorelle Teresa, Annamaria, Vincenza e Francesca e i fratelli luca, Oscar e Alessandro.

«Era il nostro gigante buono – sottolinea Francesca – Ha dimostrato la sua enorme generosità fino alla fine donando ad altre persone la vita attraverso la donazione degli organi. Come ho detto a lui, non è un addio, lui è qui non so dove, non so in quale corpo ma c’è ancora. Questo è un arrivederci: ci ritroveremo nell’altra stanza, tutti assieme con papà e Antonio. Ti voglio un mondo di bene», aggiunge Francesca.

Parole intense, cariche di amore, quelle della sorella di “Mimmo”, che lasciano trasparire un profondo legame con il fratello, evidente anche dai numerosi appelli effettuati tramite i social durante le ricerche. Una persona speciale, “Mimmo”, come si può capire anche dalla sua volontà di fare qualcosa per gli altri attraverso la donazione degli organi: un gesto molto altruista che ne fa comprendere le caratteristiche.

Ieri mattina, dalle camere ardenti, “Mimmo” ha raggiunto direttamente San Cataldo per la cremazione. Per sua espressa volontà i funerali non si sono svolti.

Una grande catena di solidarietà si era formata intorno alla famiglia Scorcione subito la scomparsa di Mimmo e tuttora, apprendendo del lutto, in tanti stanno scrivendo le proprie condoglianze ai parenti più stretti del 59enne nel tentativo di portare un po’ di confronto in questa circostanza profondamente triste. —

Serena Arbizzi

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