Pavullo. Con Mapathon il volontariato in carta geografica

Alla scoperta del volontariato cartografico. Giovedì prossimo alle 20,30 Modena ospita il primo “Mapathon” virtuale con l'evento “Map For Future Somaliland”. La mappatura solidale è promossa da Map For Future in sinergia con Ingegneria Senza Frontiere.

PAVULLO Alla scoperta del volontariato cartografico. Giovedì prossimo alle 20,30 Modena ospita il primo “Mapathon” virtuale con l'evento “Map For Future Somaliland”. La mappatura solidale è promossa da Map For Future in sinergia con Ingegneria Senza Frontiere.


L’anello di congiunzione tra le due realtà è la pavullese Laura Vicini. «È bella l’idea di portare un evento del genere nei territori modenesi facendo partecipare persone modenesi - rilancia Vicini - dopo esperienze equivalenti a Milano e Trieste». Il “Mapathon” di giovedì si concentrerà su Wajaale, città della Somalia. I “volontari digitali” intendono mappare le case e le aree agricole della zona per aiutare le organizzazioni non governative (locali e internazionali) che operano a Wajaale. «I grandi provider come Google e Bing non si occupano di mappare tutte le aree - interviene Giuseppe Maria Battisti, cofondatore di Map For Future - spesso per motivi economici. Il “Mapathon” è istruttivo come laboratorio».

Al laboratorio possono prendere tutti gli interessati attraverso la piattaforma Zoom. Il link è disponibile attraverso le pagine social dell’evento. I partecipanti saranno introdotti all’uso di Open Street Map, lo strumento digitale per realizzare la carta geografica navigabile.
Una mappa che da Modena punta all’Africa con l’intento solidale e la spinta di diverse forze. Oltre alle due associazioni, il “Mapathon” è promosso dalla Onlus Overseas, dal Csv Terre Estensi e dall’associazione somala Gcs. «Crediamo fermamente nel volontariato - rilancia Battisti - e nella sinergia che si può creare con la tecnologia. Un obiettivo dell’Agenda 2030 riguarda la partnership tra le associazioni. Sono utili sia il volontariato dal basso all’alto sia una visione cartografica dall’alto più scientifica». Una visione che Battisti promuove da anni insieme al cofondatore Valerio De Luca e alla squadra storica, composta da Sergio Tamagnini, Aurora Palermo, Davide Campo, Maria Luisa Pisanelli e Davide Di Carlo. Vicini è una “nuova leva” con le idee chiare.

«Il “Mapathon” prevede una forma di volontariato diversa dal solito - riprende la pavullese - con risultati molto forti. Con i componenti di Map For Future è un valore aggiunto ritrovarsi per realizzare qualcosa insieme, soprattutto in un periodo nel quale manca la parte sociale. È possibile imparare a fare qualcosa di nuovo. Si toccano con mano le realtà, nonostante le distanze. Al di là della mappatura, si possono comprendere gli elementi culturali del luogo». La giovane di Pavullo ha già in mente una possibile mappatura del territorio modenese. «Mi piacerebbe realizzare qualcosa per il territorio dell’Appennino - anticipa Vicini - valorizzandone le bellezze e le peculiarità del territorio, di cui siamo orgogliosi. Il “Mapathon” può sembrare complicato, in realtà basta un clic del mouse». Oltre a cliccare, occorre avere una mente aperta e un occhio sensibile. L’ipotesi avanzata dalla pavullese non dispiace affatto al cofondatore.


«Le comunità montane hanno bisogno di aiuto e di valorizzazione - commenta Battisti - per cui non faccio altro che seguire l’idea di Laura. Confermo che la mappatura è semplice, anche perché i docenti di Map For Future danno tutte le indicazioni del caso». Lo sbarco virtuale di giovedì prossimo potrebbe rappresentare la prima tappa di un percorso più ampio. «Stiamo cercando un contatto con altre realtà dell’Emilia Romagna - anticipa il cofondatore - tra cui quattro università emiliano-romagnole. Abbiamo già collaborato con La Sapienza di Roma e il Politecnico di Milano, siamo ben lieti di avviare nuove collaborazioni». Collaborazioni rilanciate dalla giovane pavullese, lieta di aver contribuito all’evento di giovedì. «L’idea è di fare rete con le altre realtà come il Csv e Overseas - ribadisce Vicini - e anche Map For Future, associazione impegnata in molti ambiti. Possono esserci vari spunti per le associazioni modenesi. Per esempio, Legambiente Anagni ha realizzato una mappatura di una frana».


Un fenomeno che il nostro territorio non si è fatto certo mancare. «La curiosità è sicuramente uno dei nostri punti di forza - ravvisa Battisti - In Map For Future ci occupiamo di attività istruttive basate sul riconoscimento del territorio e sulla conoscenza di aree del pianeta spesso più vantaggiate o poco conosciute». —
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