Vaccini, 100mila modenesi con due dosi ma tra gli over 65 il 17% non ha prenotato

Brambilla (Ausl Modena): «Indaghiamo su chi non ha ancora aderito. Con l’aiuto delle aziende private possiamo chiudere a luglio»

MODENA. «Modena ha raggiunto i centomila vaccinati con doppia dose». L’annuncio è arrivato ieri dal direttore generale dell’Ausl Antonio Brambilla. Un traguardo simbolico, ma importante che testimonia il cambio di passo nella campagna di prevenzione contro il Covid. Per avere un’idea: Modena il 4 aprile, cioè tre mesi dopo l’inizio della campagna, aveva toccato quota 50mila. In un solo mese quel dato è stato doppiato.

UN TERZO E' PROTETTO. Inoltre secondo le stime di Ausl il 37% dei 600mila modenesi con più di 16 anni è protetto dal virus: o perché ha ricevuto almeno una dose del vaccino o perché guarito da meno di 180 giorni dalla malattia e dunque ha sviluppato gli anticorpi.


CACCIA AI FANTASMI. Restano problemi, a partire dai “fantasmi” cioè coloro che avrebbero diritto alla prenotazione ma non la richiedono. Nel Modenese su 166mila cittadini con più di 65 anni di età il 17% non ha aderito. Si tratta di oltre 28mila cittadini. Sempre in quella fascia di età, che di fatto è anche quella più a rischio di sviluppare forme severe di Covid, il 41% ha già ricevuto due dosi, il 28% una e il 14% ha prenotato ed è in attesa di somministrazione. Su questi “fantasmi” Brambilla vuole vederci chiaro e nei prossimi giorni l’Ausl aprirà un’indagine per capire quali siano le motivazioni.

CHI NON PRENOTA. C’è però preoccupazione perché si è notato che con l’abbassarsi dell’età aumenta la percentuale di chi non prenota: «Sicuramente un 40enne è meno propenso di un 80enne a vaccinarsi – ha commentato Brambilla – probabilmente perché ha meno paura della malattia. Ma lo notiamo anche negli atteggiamenti per la strada, sono i giovani e i giovanissimi ad avere meno precauzioni». Eppure un dato dovrebbe far riflettere anche chi anziano non è: «Nell’ultima settimana il 40% di persone ricoverate in Terapia intensiva aveva meno di 60 anni». Essere giovani non basta, serve vaccinarsi per proteggere se stessi e indirettamente tutta la popolazione.

UNDER 60 E DOSI. Brambilla si augura inoltre di poter dare una definitiva accelerazione alla campagna vaccinale: «Per gli under 60 – ha sottolineato – tutto è legato alle dosi consegnate, da oggi in avanti saremo sopra i 5mila al giorno: facendone 6mila calcoliamo di avere tutta la popolazione in sicurezza per il 2 agosto». E Modena secondo Brambilla può farne molte di più al giorno, specie se entreranno nel motore anche le aziende private che, secondo quanto stabilito dalla Regione, dovranno garantire almeno 500 iniezioni al giorno: «Abbiamo già incontrato Ferrari, Maserati e Confindustria. Stiamo ragionando anche sulle aziende più piccole, che possono mettersi insieme e individuare centri privati per vaccinare. Il vaccino lo diamo comunque noi. Certo, dovremmo riceverne oltre 6mila per poterli assegnare ai privati», insiste Brambilla, confidando su consegne più lineari, d’ora in poi, non solo da parte di Pfizer.

CONTAGI E RT. Sul tema dei contagi Brambilla nota ancora un lieve rialzo dell’indice Rt: «Siamo arrivati a 0,9 – ha sottolineato – e crediamo che in parte possa essere dovuto alla riaperture delle scuole. Lo dico perché i contagi sono in calo in tutte le fasce di età tranne in quella che va dai 6 ai 10 anni, quindi le elementari».

IL NODO DECESSI. Il direttore Ausl fa anche il punto sui decessi: «Da inizio pandemia sono stati 1.739 nel Modenese i morti con tampone positivo. Nel 2020 abbiamo avuto complessivamente il 15% di decessi in più rispetto al 2019. La buona notizia è che nell’ultimo periodo sono scesi ed è sicuramente merito dei vaccini, che però non sono un siero dell’immortalità. Potrà anche succedere che persone vaccinate muoiano, così come è certo che in quei 1.739 decessi citati non tutti siano morti di Covid, ma con tampone Covid positivo, ad esempio nel caso di soggetti con gravissime patologie». —

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