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La scuola pensa già al futuro E Modena guida la protesta

Dieci giorni di mobilitazione sindacale unitaria con eventi e manifestazione finale «Evitare gli errori sulla pandemia, trovare spazi e bus, stabilizzare il personale»

Paola Ducci

Non c’è pace sul fronte scuola, nemmeno quando mancano pochi giorni alla fine delle lezioni. I sindacati Flc/Cgil, Cisl/Scuola, Uil/Scuola Rua e Snals/Confsal di Modena hanno così proclamato 10 giorni di mobilitazione dal 10 al 20 maggio con assemblee on line e una manifestazione conclusiva il 20 maggio davanti alla Prefettura. «A più di un anno dall’inizio della pandemia - specifica Antonietta Cozzo di Cisl Scuola – e nel secondo anno scolastico in cui le lezioni in presenza sono state caratterizzate da innumerevoli stop and go, e le criticità hanno pesantemente condizionato la vita delle scuole, dai trasporti insufficienti, fino ai sistemi di tracciamento saltati, agli screening mancati, i sindacati della scuola si confronteranno con i lavoratori e insieme condivideranno le proposte di interventi e investimenti urgenti e necessari per l’avvio del prossimo anno, per evitare che la scuola continui a pagare uno dei prezzi più cari della crisi pandemica e sociale”.


«Si tratta della prima mobilitazione sindacale del mondo della scuola a livello nazionale – aggiunge Claudio Riso di Flc Cgil Scuola – e per primi da Modena si vuol dare un segnale del disagio e delle difficoltà di questo mondo a causa di errori che non si sarebbero dovuti ripetere».

Nelle giornate di mobilitazione sono previsti anche due incontri-confronti in presenza, il 14 maggio con i parlamentari modenesi e il 17 con i consiglieri regionali mentre il 20 maggio si terrà una manifestazione statica presso la Prefettura dalle 15 con l’obiettivo di chiedere al Governo di farsi carico di tutto ciò che è necessario per evitare che anche il prossimo anno scolastico sia caratterizzato da disastri e criticità.

«Quello che noi sindacati uniti vogliamo denunciare – ha informato Gianni Fontana di Snals Confsal – è che queste difficoltà strutturali attinenti la mobilità e i luoghi dell’istruzione si sono unite a questioni decisive di salute e sicurezza ovvero una campagna vaccinale per il personale scolastico avviata e interrotta prima della conclusione, falle nel sistema di tracciamento dei contagi e di test, protocolli di sicurezza non aggiornati, attività didattiche svolte parte in presenza e parte da remoto (è il caso, ancora attuale, delle scuole secondarie di secondo grado)».

Per il prossimo anno scolastico allora, occorre terminare la campagna di vaccinazione, istituire un sistema di screening efficace, diminuire drasticamente il numero di alunni per classe e quindi potenziare fortemente gli organici, investire sull’edilizia scolastica e reperire nuovi spazi, investire e potenziare il sistema di trasporto pubblico. «Ma non è tutto – conclude Pasquale Raimondo di Uil Scuola – Chiediamo che ci sia una stabilizzazione del personale subito ad inizio scuola a settembre ed un investimento importante nell’aumento dell’organico. Ricordo che il contratto nazionale del settore è scaduto da oltre 2 anni e che gli stipendi degli insegnanti italiani sono tra i più bassi d’Europa: è ora di andare oltre le dichiarazioni di principio dei diversi ministri». —

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