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Modena. «Fonderie Madonnina Impegni non rispettati: anticipare la chiusura»

Dopo il sopralluogo di Arpae, gli ambientalisti attaccano: «L’impianto non è in grado di contenere le emissioni»

Gabriele Farina

«Vorremmo toglierci la mascherina dopo la pandemia». Alla Madonnina il tema della fonderia di via Zarlati resta nevralgico. «Ci fa piacere che Arpae intervenga», ribadisce Chiara Costetti, legale del comitato RespiriaMo Aria Pulita. Arpae ha annunciato sulla Gazzetta una procedura per evitare nuovi casi di forti odori e polveri. Realtà con cui si confrontano da anni i residenti della zona: c’è chi si barrica in casa e chi annuncia che iscriverà i figli in una scuola di Modena Est per “sfuggire” agli odori. Lo striscione “anche prima” che regge Costetti indica una battaglia che prosegue da anni. Lo slogan nasce da una possibilità, anticipata con una lettera pre-elettorale ai cittadini e ripresa poi dall’amministrazione. La possibilità prevede di far spostare lo stabilimento “anche prima” del 31 gennaio 2022, data di scadenza dell’autorizzazione integrata ambientale con valenza decennale. A più riprese l’assessore all’Urbanistica Anna Maria Vandelli ha garantito che non vi saranno proroghe. Per l’assessore il protocollo con l’azienda segue il suo percorso, per Costetti è fallito.


Nel frattempo, il consigliere dem Diego Lenzini ha presentato insieme al collega Alberto Cirelli un’interrogazione per chiedere chiarezza sul caso. Tra i punti richiesti da Lenzini e Cirelli, si ipotizza la chiusura anticipata tanto cara al comitato, ai residenti e alle associazioni. Anche Legambiente Modena e Isde, l’Associazione medici per l’ambiente, si schierano al fianco di RespiriaMo Aria Pulita nella battaglia per la chiusura anticipata. «Non è accettabile - scrivono gli ambientalisti - che nei mesi che mancano alla chiusura l’azienda non rispetti e non applichi tutte le misure per contenere le emissioni di polveri, sottili e non sottili, e di odori. Se la direzione aziendale non è in grado o non intende rispettare queste misure, è opportuno anticipare la chiusura attivando gli indispensabili ammortizzatori sociali per i lavoratori dello stabilimento». Un fronte accolto con speranza dal comitato, che vede l’inaugurazione della Diagonale (attesa a luglio) come nuovo banco di prova per gli odori e le polveri. «Chiunque voglia sostenere la nostra battaglia è benaccetto», rilancia Costetti. —

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