Modena. Policlinico e Baggiovara: il tasso di mortalità in ospedale è sceso dal 21 al 14 per cento

la statistica

Un algoritmo previsionale per studiare il numero di posti letto necessari per i pazienti Covid. È questo lo stratagemma studiato dall’Azienda ospedaliero universitaria per gestire i ricoveri dalla seconda ondata in avanti. Si tratta di una formula che si basa sul numero di tamponi eseguiti quotidianamente in provincia, i nuovi positivi, l’analisi retrospettiva dei ricoveri, la loro durata, l’andamento settimanale medio e la disponibilità giornaliera di posti letto. Tale strumento si è rivelato fondamentale per gestire un’emergenza che è stata anche organizzativa, come ha spiegato ieri Filippo Franchini, direttore del Controllo di gestione, durante una conferenza stampa in cui l’Aou ha illustrato i dati dopo un anno di pandemia.


In totale sono stati 5.037 i ricoveri Covid, fra Policlinico e Baggiovara, da marzo 2020 ad aprile 2021. La prima ondata ha visto entrare nei due ospedali 992 pazienti (dal 22 febbraio al 30 giugno 2020). In estate solo 115 ricoveri, mentre sono stati 2.295 nella seconda ondata (da ottobre a gennaio), seguiti dai 1.625 della terza ondata (febbraio-aprile 2021).

Nei picchi delle tre ondate, mediamente un paziente su 3 era Covid. Il maggior numero di pazienti è stato registrato il 22 marzo 2021, picco della terza ondata, con 360 letti occupati. Sono stati 339 i presenti nel picco della seconda ondata, il 17 novembre 2020 e 298 quelli nel picco della prima ondata, il 30 marzo 2020. Dati complessivi fra presenti in reparti di degenza, terapie intensive e subintensive.

Martedì 23 marzo 2021, all’indomani del picco della terza ondata, si è registrato il più alto tasso di incidenza di presenti Covid sul totale di ricoverati: 33,2%, con 346 pazienti Covid su 1.042 totali.

Il tasso di mortalità per Covid ha evidenziato un trend in costante riduzione: dal 21,1% della prima ondata (con picco massimo di 30,2% nel marzo 2020) al 18,3% medio della seconda ondata fino al 13,9% della terza ondata.

L’età media si è mantenuta sostanzialmente stabile per i deceduti, attorno agli 80 anni (78,4 nella prima ondata, 79,2 nella seconda e nella terza). Più variabile l’età media dei pazienti dimessi, che sale dai 66,9 anni della prima ondata ai 68,6 della seconda, per poi ridiscendere fino ai 65 della terza ondata. —

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