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Campogalliano. Si taglia il cuore col flessibile: salvato dall’intervento lampo

Fuori pericolo l’operaio 54enne vittima di un terrificante incidente sul lavoro Il chirurgo dell’Hesperia: «Lesionato il ventricolo destro, ma è stato ricucito»

Daniele Montanari

Campogalliano. Si è tagliato con il flessibile fino al cuore. È questo che è successo al 54enne di origine albanese (F.P. le iniziali) rimasto coinvolto venerdì verso le 14.30 di un terrificante incidente sul lavoro a Campogalliano: mentre tagliava una rete metallica in via Madonna è arrivato a colpirsi con la sega rotante nel centro del torace. La lama è affondata nel petto in maniera verticale spezzandogli a metà lo sterno ed è andata ancora più giù fino a ledere l’organo, per fortuna solo in maniera superficiale: «Se fosse arrivata 3 millimetri oltre, non ci sarebbe stato niente da fare» sottolinea il dottor Paolo Cimato, il cardiochirurgo dell’Hesperia che ha effettuato il delicatissimo intervento chirurgico d’urgenza. «È andato tutto bene, il paziente è già stubato e sveglio» riferisce.


Ma è stata davvero una corsa contro il tempo: lo sfortunato operaio è stato portato a sirene spiegate a Baggiovara, per Tac istantanea e anche il tampone, per definire lo scenario operatorio. Quindi l’immediato invio all’Hesperia. «C’era il timore che la lama avesse preso anche l’aorta – sottolinea il dottore – ma fortunatamente lì c’era solo una lesione contusiva legata a un pezzo di osso che era schizzato. Il problema era la ferita di un centimetro e mezzo circa che la lama aveva causato al ventricolo destro, incidendone la superficie ma senza aprire una breccia grazie alla rapida azione di coagulo in un soggetto ancora giovane e tamponato efficacemente con garza dai soccorritori. Il cuore però è un organo che non sta fermo ma batte, e la più piccola lacerazione può portare al collasso se non si interviene subito. Infatti il paziente era già sceso a 60 di pressione: non sarebbe andato avanti molto. Da qui il nostro intervento: un patch sull’area lesionata prelevando un pezzo di pericardio e cucendolo sopra. Come una toppa, per capirci».

L’intervento è iniziato alle 16.45 ed è terminato alle 18.24 senza imprevisti. «Siamo stati in grado di intervenire al meglio anche grazie alla rapidità con cui da Baggiovara ci è arrivato l’esito del tampone che attestava la negatività al Covid. C’è stata un’ottima sinergia tra il sistema 118, l’intervento di Baggiovara e il nostro all’Hesperia: la perdita di pochi minuti poteva essere fatale». Un caso così in carriera il dottore non lo aveva mai visto: «Mi è capitato una volta uno che si era fiocinato al cuore, un altro che aveva subito una coltellata, in un probabile tentativo di suicidio. Ma uno che si aprisse lo sterno da solo perfettamente in verticale come facciamo noi quando operiamo, ancora no». —

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