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Modena Colombiani di Modena manifestano in piazza contro le violenze nel loro paese

Il raduno con l’appoggio di Curia, Comune e associazioni  In città una comunità solidale e collegata con social e chat

MODENA Un centinaio di colombiani e una cinquantina di modenesi si sono riuniti ieri pomeriggio sotto la Ghirlandina, davanti al Sacrario, per rendere partecipe la nostra città del brutale degrado politico, dei morti e dei desaparecidos che la politica governativa sta attuando in nome dell’ordine contro le manifestazioni popolari.

Il motivo è la contestatissima legge fiscale, già ritirata dal presidente colombiano di destra Ivan Duque, che prevede un inasprimento delle tasse sulla popolazione più povera e anche sul ceto medio, impoverito. A questo raduno nazionale, tenutosi in tante città italiane, Modena era il punto di raccolta per le comunità di Bologna, Ferrara, Reggio e Parma. A organizzarlo Irma Romero, presidente della onlus “Tefa” che ha sede a Montale. Hanno aderito “Migrantes” di Modena e Carpi con la piena solidarietà dell’arcivescovo Erio Castellucci e del Comune di Modena rappresentato dall’assessore Roberta Pinelli che ha ricordato la solidarietà modenese in nome proprio dei caduti per la Liberazione.

La comunità modenese conta un centinaio di colombiani. Tanti arrivati per amore – sono una trentina le coppie italo-colombiane- e tanti in cerca di un lavoro. Che oggi svolgono in vari settori, grazie anche alla rete di solidarietà interna. C’è chi viene da Bogotà, chi da Cali, chi da Cartagena o anche da Buenaventura, uno dei punti in cui la polizia ha compiuto più atrocità. Racconta Diana, da quattro anni a Modena. «La situazione è caotica, stanno ammazzando tanta gente e tanti li caricano sulle auto e spariscono nel nulla». «Ci teniamo collegati con tutti i social e con whatsapp – racconta Wilber, 38 anni, della provincia di Bologna, arrivato con moglie e due figli – c’è una rete tra Modena Ferrara, Verona e Bologna». A Modena poi, prima del Covid, si organizzavano raduni e feste, soprattutto per il 20 luglio, giornata nazionale dell’indipendenza. Punto di riferimento è la parrocchia di San Giovanni Evangelista in via Diena, dove il 18 maggio arriverà il colombiano padre Rodrigo e il 22 maggio si terrà un raduno tra comunità latinoamericane di Modena». Racconta una donna che da vent’anni lavora come Colf: «Qui a Modena si sta bene e siamo riusciti a creare una vera comunità che si trova in quella parrocchia». Anche la onlus Tefa è un punto di attrazione: oggi conta una settantina di iscritti. Spiega Irma: «Questa manifestazione è in accordo con tutte le organizzazioni di volontariato ed è in una rete italiana. Volgiamo richiamare l’attenzione su quello che sta succedendo non solo in Colombia ma in tutta l’America Latina. La rivolta scoppiata il 28 aprile ha portato a centinaia di desaparecidos, a centinaia di feriti e decine di morti». —