Modena Le foto e i progetti per raccontare il mondo di Elena

La bellezza può avere molti volti e molte sembianze e per Elena Romani, fotografa di Modena, coincide con la semplicità e l’armonia che si possono ritrovare nelle forme e nei colori che ci circondano. Questa concezione la ritroviamo nella gradevolezza del suo lavoro che si estende al campo della comunicazione, architettura, ritrattistica e reportage.

MODENA La bellezza può avere molti volti e molte sembianze e per Elena Romani, fotografa di Modena, coincide con la semplicità e l’armonia che si possono ritrovare nelle forme e nei colori che ci circondano. Questa concezione la ritroviamo nella gradevolezza del suo lavoro che si estende al campo della comunicazione, architettura, ritrattistica e reportage.


«La fotografia mi permette di spaziare in molteplici settori, rendendo il mio lavoro molto vario ed estremamente stimolante – racconta Elena, che vediamo qui ritratta da Davide Piferi De Simoni, all’interno del progetto da lei ideato “Esorcismi & Farfalle” – La fotografia di architettura, ad esempio, mi consente di appagare il lato rigoroso e razionale del mio lavoro e mi permette anche un approccio creativo quando devo allestire gli ambienti. Uno spazio può essere interpretato in modi diversi: a seconda dell’esigenza del committente posso decidere che tipo di ripresa fotografica realizzare e quale aspetto stilistico utilizzare: dal colore al contrasto alla saturazione. In questo modo è possibile personalizzare, rendendo più suggestivo e interessante un servizio fotografico che sarebbe di semplice documentazione».


Per quanto riguarda l’aspetto artistico del suo essere fotografa, per Elena è ormai un modus vivendi che la accompagna da tanti anni; indipendentemente dal suo lavoro, infatti, sente forte l’esigenza di fotografare e di creare progetti di più ampio respiro. «La fotografia non è solo un lavoro o un piacere, è diventata nel tempo più che altro un’esigenza – sostiene Elena, autrice di diversi, interessanti, progetti come “Amelie”, nato dieci anni fa dalla sua passione per il cinema – In quegli anni ho fotografato molte immagini di scene di film che mi avevano particolarmente suggestionato e ho creato delle piccole sequenze utilizzando il fermo immagine del televisore».


Con il progetto “CorpoAncora”, invece, in collaborazione con Alessia Baldini, chinesiologa e laureata in scienze motorie, con cui da anni Elena sviluppa progetti fotografici, il pensiero espresso è quello relativo all’importanza del benessere e della cura del corpo. «Questo è un lavoro fotografico che amo molto e sono davvero felice di averlo potuto realizzare. Corpo Ancora è un progetto che mi appartiene ed è riassunto bene dalle parole di Alessia: “Nel sentirci sospese abbiamo bisogno della saggezza e della densa presenza del nostro corpo. Un pomeriggio luminoso, per gioco, per ri-creazione: movimenti e fotografie con l'esigenza profonda di accettarci senza spezzarci. Ci siamo lasciate andare al corpo. Lo abbiamo ascoltato. Ci siamo fatte più terrene ascoltandolo. Non un corpo nuovo, ma un corpo vissuto, che sa, che è stato percorso, che ha ancora voglia di cambiare e modificarsi attraverso l'esperienza del movimento”».


Tra i tanti progetti suggestivi da Elena realizzati e visibili sul sito elenaromani.it, c’è anche “Stolen Flowers”, iniziato nel 2016 e ancora in corso. «In quell’anno ho iniziato a fare lunghe passeggiate e a raccogliere fiori di campo, arrivata a casa creavo delle semplici composizioni e le documentavo fotograficamente. In un secondo momento ho voluto realizzare qualche immagine nuova con i fiori utilizzando alcune parti del mio corpo: braccio, mano, spalla…».


Arte ma anche sociale: attualmente Elena sta realizzando un progetto fotografico per l’associazione Porta Aperta di Modena, dove da diversi anni è anche volontaria prestando qualche ora del suo tempo libero in cucina e a servizio della mensa del centro di accoglienza. «Progetto frutto di un’altra bella collaborazione, in questo caso con un’altra volontaria dell’associazione, Maria Pia Federici, che mi ha contattato per creare immagini e rendere più gradevole il refettorio dove pranzano e cenano gli ospiti della struttura – illustra Elena – Ho pensato di ritrarre i volontari e i responsabili della mensa mentre sono al lavoro e ho cercato di trasmettere tramite le mie immagini l’atmosfera di collaborazione, di impegno e anche di gioco presenti nella cucina di Porta Aperta che conosco bene perché è dove svolgo la mia attività di volontaria da più di due anni».


L’impegno in associazione porta Elena a condividere una riflessione preziosa sul significato di cittadinanza attiva e senso civico in una comunità: «Credo che avere senso civico significhi convivere in una società in modo equilibrato e rispettoso e cerco di essere una cittadina attiva dando il mio piccolo contributo in una realtà come Porta Aperta». —
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