Giornate Fai di Primavera: 4 appuntamenti a Modena

In città visite guidate in centro per conoscere la street art e in via San Pietro alla scoperta dei chiostri del monastero. A Finale l'attenzione è tutta per il Cimitero israelitico e il Ghetto Ebraico. Il programma completo in regione

MODENA. A Finale il Cimitero Ebraico e il Ghetto Ebraico. A Modena "Fiori e profumi nel silenzio dei chiostri"  in via San Pietro. In via del Voltone, via Carteria e via Santa Chiara visite alla Street Art. Sono questi i quattro appuntamenti che interessano la nostra pronvicia per la trentanovesima edizione delle Giornate Fai di Primavera: in regione 46 beni artistici e architettonici aperti in 25 località diverse. Il programma è stato presentato ieri a Bologna.

Dalle sale dei palazzi alla street art, con circa il 50% di luoghi all’aria aperta da visitare. Tornano, nel weekend del 15 e 16 maggio, le Giornate FAI di primavera anche in Emilia-Romagna: 46 aperture gratuite in 25 luoghi diffusi in tutta la regione, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza sanitaria.

A Bologna si apriranno le porte delle splendide sale di rappresentanza di Palazzo Caprara, oggi sede della Prefettura e normalmente non accessibili al pubblico e chi visiterà l’Hotel Majestic, già Baglioni, potrà percorrere duemila anni di storia partendo dai resti di una strada romana, passando alla prima opera nota dei fratelli Carracci per arrivare all’Art déco del Cafè Marinetti.

A Ferrara, Palazzo Naselli Crispi, che ospita il Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara, è il primo esempio di architettura civile del Cinquecento in città, queste giornate permetteranno di scoprire un edificio poco conosciuto ma di grandissimo valore.

Il gruppo Fai Giovani di Modena accompagnerà il pubblico in una passeggiata all’insegna della street art; a Reggio, invece, un esempio di rigenerazione urbana, l’ex seminario trasformato in polo universitario.

A Piacenza sarà possibile visitare gli spazi dell’ex monastero di S. Agostino e dei suoi chiostri rinascimentali che diventeranno la sede dell’Archivio di Stato.

Sette le aperture organizzate a Parma, tra queste, le visite a palazzi storici, ad un’antica farmacia e al complesso dell’Ospedale vecchio, oggi in fase di restauro, importante testimonianza tra l'ente assistenziale, la cittadinanza e l'economia urbana.

Per chi vuole immergersi nella natura, nella provincia di Ravenna sono in programma iniziative imperdibili: dalla visita ad un roseto didattico a quella di un’oasi naturalistica fino alla scoperta dell’habitat di un bosco. Continuando l’esplorazione del paesaggio naturalistico, a Rimini si seguirà il percorso di un fiume, il Rio Melo, un piccolo corso d’acqua con una grande storia per il territorio.

A Dante, nell’anno del 700°anniversario dalla sua morte, è dedicato l’itinerario attraverso Galeata, in provincia di Forlì-Cesena, dove si narra che il sommo poeta fece sosta nel suo viaggio verso Arezzo.

“Anche quest’anno siamo di fronte ad un programma esaltante e pieno di novità - ha affermato alla presentazione in Regione l’assessore regionale alla Cultura, Mauro Felicori - con un’ampia presenza di luoghi naturali, per aumentare il piacere delle visite in sicurezza. Il FAI da sempre svolge un’opera formidabile di educazione dei cittadini alla conoscenza e al rispetto del patrimonio culturale, e al contempo svolge un ruolo prezioso di conservazione, con azioni di salvataggio di molti beni, con risvolti anche economici per il territorio”. “Nella mia idea di politiche culturali non ci sono solo le istituzioni - ha aggiunto l’assessore - ma sempre più importanti devono essere le realtà di base. In base al principio di sussidiarietà, di cui sono un sostenitore, le istituzioni non devono fare ciò che fanno le associazioni, tra l’altro molto bene e con ulteriori possibilità di intervento per il futuro. Grazie ad associazioni come il FAI e a nuovi strumenti come il cinque per mille, l’Art Bonus e il crowdfunding, i cittadini sono sempre più chiamati e agevolati a partecipare alla rinascita dei beni culturali”.

“E’ un programma con tanta attenzione alla natura come bene culturale. Sottolineo che forse per la prima volta troviamo nel programma un’attenzione al tema delle bonifiche - ha concluso Felicori - che felicemente si lega alla decisione del Ministero della Cultura che ha inserito il Delta del Po nel Piano nazionale di rinascita”.