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Emozione in rosa: sua maestà Cimone oggi abbraccia il 104° Giro d’Italia

Dalla Val Dragone al Frignano con arrivo in pieno centro  a Sestola passando per Montefiorino, Palagano e Fanano

Modena. Modena è pronta a riabbracciare il Giro d’Italia, a colorare di rosa le proprie strade per due giorni, dall’Appennino fino alla città, per regalare la sua accoglienza festosa alla corsa dal fascino senza tempo. Sfidando anche il maltempo, quello che le previsioni meteo preannunciano, per celebrare un evento che anche questa volta porta con sé qualcosa di profondo da ricordare, ancor prima del passaggio dei campioni. Come sempre, anzi, più di sempre. Lo sanno tutti ormai bene, dopo i recenti passaggi per omaggiare le nostre terre colpite dal sisma nel 2012, di cui proprio tra pochi giorni ricorrerà il nono anniversario. E lo si rivivrà oggi, quando il rosa sarà ancora simbolo di una ripartenza che, ora, accomuna tutto il Paese e il mondo intero. Con la convinzione che Giove Pluvio - dovesse metterci lo zampino - potrà soltanto arricchire la gara di connotati epici, sotto lo sguardo attento di sua maestà monte Cimone ancora innevato, non certo togliere entusiasmo, spettacolo e festa: quella della gente di nuovo in strada o semplicemente affacciata al balcone, per tifare, applaudire, salutare, gioire…



La prima tappa modenese del 104° Giro d’Italia coincide con quella in cui la strada inizierà ad impennarsi e anche con quella in cui la maglia rosa, sulle spalle del piemontese Filippo Ganna sin dall’inizio, potrebbe cambiare padrone. Si parte da Piacenza poco dopo mezzogiorno per arrivare a Sestola, la “Perla dell’Appennino”, cinque ore più tardi: 186 chilometri per un dislivello di 1800 metri, con tre Gran premi della montagna che ben spiegano come per i corridori non sarà una passeggiata. Solo la strada dirà se i campioni proveranno già ad uscire allo scoperto, magari sfruttando le avverse condizioni atmosferiche, per un assaggio di quegli scatti e controscatti con cui daranno spettacolo sulle Alpi. Il terreno per testare la “gamba” c’è, così come c’è per le fughe, quelle che riportano alla mente i due precedenti sestolesi: le vittorie dell’olandese Pieter Weening sul traguardo di Passo del Lupo, nel 2014, e, due anni dopo, di Giulio Ciccone nel cuore di Sestola. L’attesa è per il finale di tappa, quei 4,3 chilometri di salita da Fanano fino al colle Passerino con punte fino al 10% - percorrendo le ripide vie Canevare e Ca’ Frati - che nel 2016 vennero percorsi in senso opposto, in una discesa a tutta velocità dopo aver scollinato Pian del Falco. Colle Passerino, ultimo Gran premio della montagna a 2,5 chilometri dal traguardo, altro non è che il bivio tra Ca’ Frati e via Passerino, all’altezza della sbarra del pagamento per raggiungere gli impianti di Pian del Falco, Lago della Ninfa e Passo del Lupo; qui si svolterà a destra e, percorrendo i corsi Umberto I e Libertà, si arriverà sul traguardo di piazza Passerini.

Nella tappa inaugurale del Giro 2021 a Modena – domani mattina si partirà dal capoluogo, in piazza Roma – c’è tanto di più: la carovana rosa entrerà nel territorio provinciale da Ponte Secchia al chilometro 124, -62 dal traguardo, dopo una partenza pianeggiante e i primi assaggi di salita fino al Gpm di Castello di Carpineti; passerà da Ponte Dolo, quindi salirà fino a Vitriola per poi tornare a scendere a Ponte Dragone, dove potrebbero iniziare le prime schermaglie. Il tratto da Savoniero a Palagano fino a Montemolino, secondo Gpm di giornata, soprattutto negli ultimi chilometri creerà i primi affanni, che il passaggio da Mocogno e Lama e la discesa verso Strettara potranno soltanto mitigare, visto lo strappo di 3,5 chilometri al 7,4% di pendenza media per raggiungere Montecreto. Poi, dopo una nuova discesa per raggiungere Fanano, sarà la volta del gran finale. Sicuramente infuocato, anche con la pioggia. —


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