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Modena. Scuola, l’offerta nidi è altalenante Tanti problemi con la banda larga

Osservatorio “Conibambini-Openpolis”: in città 4 posti ogni 10 bambini di 0-2 anni, a Pavullo sono 6

Carlo Gregori

Scuole, nidi, bambini e famiglie. L’Emilia-Romagna è in testa o molto in alto nelle classifiche nazionali per quanto riguarda numeri di nidi, connessione di banda larga per internet, accessibilità coi mezzi di trasporto pubblico e immobili scolastici. Modena si trova a vantare un numero ridottissimo di edifici scolastici vecchi mentre è in posizione intermedia per tutte le altre voci. È quanto emerge dall’Osservatorio 2021 dell’impresa sociale Conibambini e della Fondazione Openpolis in una ricerca su scala nazionale dedicata al contrasto della povertà educativa minorile. Quanto al dato generale della situazione, l’offerta dei nidi per i bambini da zero e due anni, nel territorio modenese vi sono forti differenze. La città si colloca a metà strada da casi virtuosi come San Possidonio e Pavullo e, dal versante opposto, l’assenza di offerta per ben sei centri appenninici, quando anche in montagna ci sono Comuni virtuosi. L’indagine riguarda il solo versante del welfare locale.


L’attenzione per i servizi scolastici in Emilia-Romagna è evidenziato dal dato più generale: l’89 per cento dei Comuni regionali offre servizi socio educativi adeguati all’infanzia contro una media nazionale del 56 per cento. Non è poco considerando che sono 965mila i minorenni emiliano-romagnoli. Gli asili nido - cavallo di battaglia del welfare all’emiliana o oggi la centro di proteste e polemiche per le esternalizzazioni dei servizi - contano 40.286 posti in 1.250 strutture, il 39 per cento dei bimbi di 0-2 anni. Sono il 44 per cento (così a Bologna) contro una media nazionale del 25 per cento. Il picco è raggiunto da Ravenna (46 per cento) e quello negativo da Piacenza con una media del 37 per cento. Modena si colloca in fasci medio-alta con un 37 per cento.

Con l’emergenza Covid è emersa l’importanza di una buona connessione internet da casa per le lezioni in Dad. Il 95 per cento della regione è coperto da banda larga, mentre il 71 per cento da banda larga veloce. Il 40 per cento con banda larga a 100 Mbps, dove Modena ha una connessione al 36 per cento. La media regionale è del 45 per cento. Modena è a metà classifica col 38 per cento tra la prima, Bologna, e l’ultima Ferrara.

Un argomento del quale i politici locali parlano molto, non sempre con risultati tangibili, riguarda gli edifici scolastici vecchi. Un elemento di rischio per i crolli e per le cadute dai soffitti nelle aule. Gli interventi in regione sono costanti ma resistono alcune disparità. Questa volta Ravenna ha il record negativo al 27 per cento degli edifici vecchi su tutto il patrimonio immobiliare scolastico statale mentre Modena è seconda solo a Rimini con un 9 per cento. Nello specifico, a livello provinciale, la città ha il 13 per cento di edifici vecchi, ovvero 10 su 73, mentre Carpi ha l’11 per cento (4 su 34) e Sassuolo solo il 2 per cento (1 su 35), probabilmente il record regionale.

Il capitolo al centro delle discussioni di questi giorni: la raggiungibilità delle scuole con mezzi pubblici. Un fattore che tiene conto delle disponibilità dei mezzi, delle fermate e dei percorsi. Se l’86 per cento delle scuole italiane è facilmente raggiungibile dai bus e dalle corriere, il livello regionale (anche per l’ampia fascia appenninica) lo è per il 76 per cento. Modena ha un 73 per cento contro il 90 per cento di Ravenna e Bologna, e l’80 di Reggio. C’è ancora da fare.

La voce riassuntiva “Povertà educativa” riguarda l’offerta di posti 0-2 anni. Osservando la distribuzione sul territorio provinciale modenese, emergono forti disparità anche tra Comuni vicini. La città di Modena copre il 45,8 per cento delle richieste per quella fascia di popolazione, Carpi il 33 per cento e Sassuolo il 36 per cento. Quindi se la città può accudire quasi la metà dei più piccoli, le altre due città solo un terzo. Formigine ha una disponibilità per il 39 per cento, Castelfranco per il 31 per cento. Andando in cima troviamo il record a San Possidonio, piccolo Comune, con un 68 per cento. Anche Pavullo è molto alta: 60 per cento; seguita da Montefiorino 58 per cento. Bene Maranello col 49 per cento, Fiorano 47 per cento, Cavezzo 48 per cento, Medolla 46 per cento, Frassinoro 43 per cento. Male anzi malissimo sei Comuni appenninici con offerta zero per i nidi: Polinago, Palagano, Riolunato, Montecreto, Fiumalbo e Montese. —

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