Ossa e armi ritrovate a Sassuolo: la pistola combacia con quella sparita insieme a Paola Landini

Questi i primi elementi che sembrano rafforzare l'ipotesi che le 13 ossa ritrovate con la chiave di un'auto modello Fiat, scarpe da ginnastica, pantaloni e felpa siano quelle della donna sparita nove anni fa. Anche le ossa hanno i segni dell'intervento chirurgico subito dalla 44enne

SASSUOLO. Tredici ossa, a distanza di una ventina di metri l'una dall'altra, una felpa, un paio di scarpe da ginnastica, un paio di pantaloni con le tasche, dentro a una di queste si trovava una delle due pistole, che, come  risutla dai primi accertamenti, combacia con quella sparita da casa dell'ex compagno di Paola Landini quando la 44enne è scomparsa. 

Questo uno dei passaggi chiave delle indagini illustrato dal dirigente della Squadra Mobile Mario Paternoster nel corso di una conferenza in Questura stamattina, 12 maggio, sulle ossa, le pistole e gli indumenti trovati tra i calanchi a poche centinaia di metri dal Tiro a segno. L'area del ritrovamento fa parte del Poligono e vi si accede entrando da lì. La task force era  intenta nelle ricerche di Alessandro Venturelli, quando si è imbattuta dapprima nelle ossa, che comprendono una parte di cranio, clavicola e ossa lunghe. Tredici ossa in tutto che ora si trovano sotto esame alla Medicina legale, analizzate dalla dottoressa Silvestri.

Le pistole ritrovate sono due, piccole, facilmente occultabili in tasca: una 9 x 21 e una 6 x 17. una è stata nella tasc dei pantaloni, l'altra a terra di fianco alle ossa. Gli indumenti sembrerebbero essere quelli descritti  al momento della denuncia di scomparsa, anche se nessuno vide com'era vestita. Rinvenuta anche la chiave di una Fiat: Paola Landini aveva una Punto. "Tutti questi elementi fanno pensare che si tratti di Paola Landini", spiega Paternoster.  Sono state, inoltre, trovate tracce di un intervento subito dalla donna in alcune ossa.

Il Dna verrà comparato a quello del figlio, inserito in banca dati lo scorso anno. Quella zona del Poligono non è mai stata battuta: nove anni fa al Tiro a segno c'era un cantiere per l'allungamento di una linea di tiro da 200 a 300 metri. Dalle condizioni in cui è stato trovato il corpo è difficile pensare che sia stato portato lì dopo.

In quel punto, tra i calanchi, la vegetazione è impenetrabile. E' stato necessario addentrarsi nella boscaglia per gli investigatori, in punti difficili da raggiungere anche per i cani molecolari. La task force è tornata tre volte sugli stessi luoghi, trovando ogni volta elementi nuovi, alcuni sotterrati, oltre a bottiglie e lattine, forse residui di pic nic di pochi anni fa.

Il fascicolo per omicidio aperto dopo la scomparsa della donna e mai archiviato, è stato di nuovo preso in mano dagli inquirenti. Sul fronte delle armi, verrà realizzata un'analisi balistica: la pistola nella tasca era deteriorata, quella fuori in buone condizioni, con la serie alfanumerica ben visibile.

Tempo prima della scomparsa, Paola Landini aveva denunciato un ex per stalking: sull'uomo pendeva un provvedimento di ammonimento del questore. L'uomo, di Fiorano, subì una perquisizioe e fu arrestato per armi detenute illegalmente. Dopo la scomparsa venne dichiarato estraneo alla vicenda perché aveva un alibi di ferro.