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Emilia Romagna, vaccini ai 40enni: aprono le adesioni ma non si parte prima di un mese

Da lunedì i nati tra il ’72 e l’81 potranno candidarsi sul portale. Saranno ricontattati quando la Regione avrà le dosi

Il generale Figliuolo impone un ritmo di marcia serrato alle sue truppe e lo fa a suon di annunci. Cinquantenni, poi dopo una settimana quarantenni. Vaccinare tutti e subito. Togliamo ogni dubbio: sarà difficile trasformare in azione quel progetto.

Al di là dei proclami a cui le Regioni si adeguano (e non potrebbero fare altrimenti) le dosi non stanno arrivando a una velocità tale da poter soddisfare la domanda.


Per questo ieri l’Emilia Romagna ha risposto “Signor sì” al generale Figliuolo e da lunedì aprirà le porte dei vaccini ai 40enni, ma in realtà non si tratterà di una vera e propria prenotazione, bensì di una candidatura. I nati tra il 1972 e il 1981 tramite il portale della Regione (salute.regione.emilia-romagna.it/candidature-vaccinazione) potranno aderire alla campagna vaccinale ma non verrà loro fornito alcun appuntamento. Saranno ricontattati. Quando? Risposta difficile. Sicuramente quando ci sarà la disponibilità di dosi e comunque non prima delle persone più anziane e di chi soffre di patologie. Se si dovesse fare una stima, al momento il periodo più probabile è tra fine giugno e inizio luglio. Tutto cambierebbe se nelle prossime settimane l’Italia fosse inondata di vaccini, prospettiva al momento non così certa. Anzi.

Anche perché siamo di fronte a una fetta di popolazione ingente. In tutta la regione parliamo di oltre 696mila residenti, di cui 324mila nella fascia 40-44 e 372mila in quella 45-49. Restringendo il campo a Modena e provincia i residenti tra i 40 e i 49 anni sono oltre 105mila a cui andranno sottratti coloro che hanno già ricevuto il vaccino o perché appartenenti a categorie prioritarie (vedi personale sanitario) o perché affetti da gravi patologie.

«Lunedì sono partite le prenotazioni per i 55-59enni, e giovedì le candidature alla vaccinazione per i 50-54enni, con una fortissima richiesta già solo nel primo giorno – ha detto l’assessore regionale alla Salute, Raffaele Donini-. Le nuove indicazioni delle Struttura commissariale stabiliscono un’apertura in tempi strettissimi per la fascia d’età inferiore, e noi come abbiamo fatto finora rispondiamo prontamente alle disposizioni del generale Figliuolo: lunedì, dunque, apriamo le registrazioni delle candidature per la classe dei 40-49enni. I cittadini iscritti saranno chiamati per la vaccinazione non appena ci saranno dosi sufficienti per quella fascia d’età, naturalmente prima e più ne avremo, prima e più saremo in grado di somministrarne. Anche perché l’Emilia-Romagna si colloca tra le posizioni di vertice sia per dosi utilizzate, sia per l’immunizzazione di queste categorie. Speriamo possano arrivare forniture consistenti, con i quantitativi disponibili si impiegherà buona parte del mese di giugno per continuare a vaccinare le categorie prioritarie per età o fragilità».

PROTOCOLLO 50ENNI

La Regione ha poi fatto chiarezza su una delle fasce più discusse, quella tra i 50 e i 54 anni che dovrà essere vaccinata dai medici di Medicina generale. Anche per loro al momento è aperto il portale regionale in cui far pervenire la propria adesione, ma c’erano poche informazioni su come i medici avrebbero dovuto vaccinare i propri assistiti. Per questo ieri è stato messo a punto un protocollo con indicazioni pratiche, come richiesto a più riprese dai camici bianchi.

La direzione generale dell’assessorato alla Salute ha emanato una nota «in cui si forniscono le indicazioni per avviare l’ordinata programmazione delle attività e la comunicazione agli assistiti della data e ora della loro vaccinazione», fa sapere la Regione.

I medici, in sostanza, dovranno scegliere la giornata e la fascia oraria in cui vaccinare; se vorranno farlo presso i centri vaccinali del territorio dovranno concordare gli orari con l’Ausl. Le vaccinazioni avverranno a gruppi di 24: questo perché si utilizzerà il vaccino Pfizer, le cui fiale contengono 6 dosi. I vaccini saranno forniti ovviamente dall’Ausl che dovrà concordare con i medici le modalità di ritiro e sempre le aziende sanitarie dovranno garantire la formazione a distanza rispetto alle specificità di utilizzo di Pfizer, secondo le modalità già utilizzate per gli altri vaccinatori; infine i medici dovranno registrare le vaccinazioni avvenute non oltre la stessa giornata. In questo caso la partenza è fissata per la prima decade di giugno. Finora a livello regionale le adesioni a livello regionale hanno superato quota cinquantamila. —

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