Modena. Bonaccini è chiaro: «La priorità va a fragili e persone anziane Contagi? Mai così bene»

Il presidente dell’Emilia Romagna fa il punto sulla campagna: «Prima dei 40enni mettiamo in sicurezza le fasce più a rischio» 

L’INTERVENTO

Bonaccini non cerca facili consensi tra i 40enni. Dice le cose come stanno e cioè che i più giovani avranno sì il vaccino, ma dopo le persone più anziane che corrono rischi maggiori in caso di infezione.


Per questo l’Emilia Romagna ha aperto le adesioni e non le prenotazioni per i nati tra il 1972 e il 1981: «Diamo loro la possibilità di registrarsi e saremo noi a comunicare quando saranno vaccinati».

Il presidente lo ha detto a margine della visita del sottosegretario Sileri all’hub vaccinale di Rimini, dettando le priorità della campagna vaccinale e ha voluto sottolineare che l’Emilia Romagna «è la prima tra le grandi Regioni per numero di vaccinati in rapporto alla popolazione». Sulle priorità è stato molto chiaro: «Prima di somministrare il vaccino a un 40enne sano – ha spiegato – mi preoccupo di chi ha patologie o di chi ha settanta o sessant'anni e ancora non ha avuto il vaccino, sapendo che il 90 per cento dei decessi è avvenuto proprio dai sessant’anni in su».

E mentre il generale Figliuolo scandisce le tempistiche, scalando generazione dopo generazione, vanno avanti su un binario parallelo le manovre per consentire alle aziende private di vaccinare. Dal prossimo mese Bonaccini conta di poter avviare le vaccinazioni nelle imprese. «Sempre su indicazione del generale Figliuolo e del Governo – ha dichiarato – ci è stato chiesto di aprire il prima possibile la vaccinazione alle aziende attraverso il protocollo sottoscritto prima a Roma e poi a Bologna. Noi vorremmo partire all’inizio di giugno perché le aziende potrebbero così vaccinare, in hub appositi, i dipendenti delle aziende che si iscrivono e i loro familiari. Stiamo ragionando anche sugli operatori del turismo in tutta la regione».

Intanto l’Emilia Romagna sta «completando la seconda dose per tutti gli ultraottantenni, andando spedita con la prima somministrazione di Astrazeneca per gli ultrasettantenni e andando bene anche con i sessantenni. I decessi stanno calando e si stanno riducendo tantissimo i ricoverati Covid. L’età media dei contagiati è tra i 30-37 anni che significa che il virus contagia i giovani, ma che vuol anche dire che a forza di vaccinare stiamo proteggendo la popolazione più anziana. Questo è importante anche per i nuovi parametri da rispettare per non tornare in zona arancione o in rossa: non sarà più solo l’Rt, ma saranno presi in considerazione anche l’indice di occupazione di posti letto nei reparti covid e di terapia intensiva e il numero di contagiati ogni 100 mila abitanti che qui era arrivato a 550 e oggi è attorno ai 100. Mai così in basso da mesi. Sui ricoveri posso dire che nei reparti covid sono passati dai 3700 di un mese fa ai 1500 di oggi. Nelle terapie intensive un mese fa abbiamo toccato i 400 ricoveri, oggi sono sotto i 200».

Tornando ai vaccini Bonaccini conclude: «Essere primi nel rapporto tra vaccinati e popolazione conferma, come dicevo, che qui il problema non è l’organizzazione, avete visto che efficienza c’è in ognuno dei 140 punti vaccinali che la Regione gestisce grazie all’aiuto di medici e infermieri e operatori sanitari e volontari straordinari. Il problema sono le dosi: più che ce ne danno e più ne somministriamo, tenendone sempre un piccolo range per evitare - cosa che non è mai accaduta qui - che qualcuno venga rispedito a casa». —