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Modena brinda con la maxi birreria della Löwengrube

È la più grande in Italia del noto franchising in stile bavarese: 1.400 metri con 500 coperti che danno lavoro a 68 persone 

Un totale di 68 posti di lavoro annunciati nei prossimi mesi: a offrirli è il nuovo locale Löwengrube di via Emilia Est a Modena, aperto con un anno di ritardo rispetto alla tabella di marcia causa pandemia e fiore all'occhiello del franchising che, dopo aver avviato la sua attività nel 2005 a Capraia e Limite, in provincia di Firenze, adesso arriva ad aprire il 24esimo ristorante tra Italia e Albania.

Modena, il primo giorno della birreria più grande d'Italia



Ieri mattina il sindaco Gian Carlo Muzzarelli ha “concesso” il taglio alla fondatrice del marchio, Monica Fantoni, che con Pietro Nicastro ebbe l'idea di replicare dei locali in chiaro stile bavarese anche in Italia. L'investimento su Modena in un immobile di due piani da oltre 500 coperti su 1.400 metri quadrati di superficie (la più grande Bierstube Löwengrube d’Italia) è frutto dell'incontro tra loro e l'imprenditore locale Gianni Ugolini, che ha coinvolto in questa avventura anche Filippo Fochi, Ferruccio Perdisa e Fabio Pasini.

Modena è la seconda città emiliana del franchising dopo l'approdo a Bologna, e si prevedono nuovi ingressi su Reggio Emilia e Ravenna, anche in questo caso con ulteriori 60 assunzioni in un gruppo dove attualmente ci sono oltre 400 dipendenti in undici regioni. Per la realizzazione del nuovo ristorante è stato recuperato un capannone dismesso adiacente a via dei Vitali e al posto di altre aree ex industriali è stato realizzato un nuovo parcheggio a libero accesso, a servizio del ristorante. «Investire attraverso una catena in franchising – commenta l'imprenditore modenese Ugolini – permette di investire senza dover fronteggiare da soli ogni difficoltà, con la certezza che ogni ostacolo avrà una soluzione già sperimentata in altri ristoranti a marchio Löwengrube. Nonostante la pandemia, abbiamo voluto arrivare in fondo a questo progetto così tanto desiderato». Come ha spiegato anche il fondatore Pietro Nicastro, «la nostra è stata davvero una ripartenza perché i nostri locali hanno tutti come caratteristica l'avere ampi spazi esterni, questo ci ha permesso di poter essere nuovamente operativi in sicurezza. Adesso speriamo nell'effetto dei vaccini, affinché tutti possano tornare a gustarsi una birra senza pensieri». —

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