Contenuto riservato agli abbonati

Rubano trattori per rivenderli Sei arresti tra Novi e Mirandola

Blitz nei campi nomadi: interrotto un piano criminale che durava dal 2019 Almeno venti colpi per un milione di euro di valore. Mezzi spesso recuperati

Quasi due anni di colpi, molti sventati, un paio portati a termine e un piano criminale che ha portato ad ipotizzare un’associazione a delinquere. All’alba di ieri è scattata una imponente operazione della polizia di Stato del commissariato di Carpi, supportata anche dall’elicottero, nei campi nomadi di Novi e Santa Giustina a Mirandola contro una banda di ladri di trattori, attrezzature edili e anche una batteria di aceto balsamico. Sono sei gli arrestati e altri 15 i denunciati nell’inchiesta chiamata “Gaggio”. I gaggi sono infatti i non nomadi mentre il cuore dell’organizzazione era proprio nei campi della Bassa. In carcere sono finiti: il capo A.C., 54 anni, detto Baccalà; il 45enne L.L. e il mirandolese Ma.L., 39 anni, detto Ciccio. Ai domiciliari sono finiti il 26enne D.L.; B.F. 44 anni detto Palla che raggiungono il 21enne Mi.L. già raggiunto da una misura cautelare in passato. Era il più giovane del gruppo, tra l’altro, a tenere i rapporti con i ricettatori dei trattori e della merce rubata. Si tratta di una banda di campani, residenti tra Modena, Reggio e il sud che si occupavano materialmente di trasportare i mezzi trafugati e preparare la falsa documentazione utile a legalizzare i viaggi e l’esportazione.

I fari della polizia di Carpi si accendono nel settembre 2019 quando matura la percezione che esista una banda locale dedita ai furti nelle aziende agricole. Gli investigatori, guidati dalla dottoressa Paola Convertino e coordinati dal pubblico ministero Francesca Graziano, iniziano a tessere le fila attraverso pedinamenti, intercettazioni telefoniche e ambientali. E ogni volta che i ladri entrano in azione ecco che arriva la reazione con il ritrovamento dei trattori rubati e custoditi in qualche casolare isolato in attesa del trasporto verso la Campania. Accade in 18 occasioni visto che sono appena 2 i mezzi non riconsegnati. I colpi annotati sono diversi: Carpi, Fabbrico, Moglia, Novi tanto per citarne alcuni. Il metodo è sempre il medesimo: c’è un primo sopralluogo per vedere i trattori e proporli attraverso le foto ai ricettatori campani; un secondo passaggio notturno per fotografare le targhette identificative, da falsisicare per non destare sospetti nel trasporto; e il terzo invece porta al furto notturno con il trasferimento dei mezzi (il valore complessivo è stato quantificato in circa un milione di euro) in cascine o magazzini a loro disposizione.


Nel gruppo dei nomadi avevano un ruolo anche le moglie che li accompagnavano nelle operazioni preparatorie. Ma negli ultimi tempi i ritrovamenti della polizia avevano insospettito i ladri e soprattutto avevano innervosito i ricettatori tanto da imporre un cambio delle formule di pagamento. Se all’inizio il saldo avveniva al momento del furto, poi ci si era accordati - nelle trattative a distanza organizzate da Baccalà e dal 21enne di Novi - nel versamento in contanti solo dopo aver caricato i trattori sul camion. —

F.D.

© RIPRODUZIONE RISERVATA