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Modena. “Sissoposting”: campanilismo, satira e goliardia

MODENA «Letame. Maledetto letame». Gli appassionati di fantascienza avranno riconosciuto la citazione da “Ritorno al Futuro”.


E se il letame fosse “benedetto”? Se un gruppo di modenesi ne avesse fatto un’arte per creare una comunità che si alimenta in rete tra ironia e sarcasmo? Proprio come “Modna Sissoposting”, la comunità virtuale che non vede l’ora di sbarcare nel mondo reale.


Uno sbarco in cui si possa ritrovare la socialità e prendere di mira qualche politico con un'annosa domanda: tigelle o crescentine? «Faremo un cartello con scritto “Inserisci la parola” tra tigella e crescentina», anticipa Dario Reza Farsi Nezhad. Tigelle o crescentine che dir si voglia, sabato prossimo alle 16 il parco Amendola ospiterà il “capitolo 1” dell’aperisisso. Al Loving Amendola si preannuncia un aperitivo felice a discapito del nome scelto dal gruppo: “Sadturday”.


Modenese d’origine iraniana, Farsi Nezhad è uno dei tre fondatori del gruppo e il moderatore della comunità virtuale. Il nome è tutto da interpretare. Passi Modna, ma “Sissoposting”? «Deriva da “shitposting” ovvero “postare letame” - spiega il moderatore - Abbiamo sostituito all’inglese shit l’equivalente modenese: sisso». Un esempio può chiarire il concetto. Sulla pagina è apparsa una cartina della provincia “animata”. Si passa dal “regno di Vasco” per indicare Zocca a riferimenti al Texas, al Vietnam e all’ubriachezza nella parte a nord del capoluogo. Ridere di tutto, incluse le storiche rivalità che affondano le radici nei secoli e che oggi fanno sorridere i giovani. «Scherziamo sul campanilismo - riprende Farsi Nezhad - e la prendiamo sul ridere anche con i bolognesi. Ogni tanto “tagghiamo” i nostri post che riguardano Bologna (e viceversa loro con quelli su Modena) e ci ridiamo insieme. Sappiamo che l’emiliano sente molto il campanilismo. Vediamo il modenese anche come “snob” e chi abita in provincia come “campagnolo”».


In una vignetta, le province emiliane sono l’una contro l’altra armata come in una scena dei Pirati dei Caraibi. In un’altra, si motiva la rivalità della Secchia con Bologna in un dialogo: “Che ve ne fate di un secchio?”. “Mi cospargo di strutto e mi sciacquo con le vostre lacrime”. L’ironia include la cronaca. Le scuse per il sasso alla polizia a Carpi sono prese come motivo di riflessione ironica, Topolino sbarca a Ravarino e tante altre realtà più o meno virtuali create ad arte.


D’altronde, anche la torre del Direzionale 70 si può ritrovare collocato nella tenebrosa Mordor de Il Signore degli Anelli e il sindaco Gian Carlo Muzzarelli (a cui il gruppo ha fatto auguri di buona guarigione) può diventare un cartone animato. «Continueremo a ridere e scherzare - garantisce il moderatore - per far ridere i nostri modenesi». Non tutti prendono benissimo il modo di scherzare del gruppo. Così s’è reso necessario il ruolo di moderatore, di cui il giovane avrebbe fatto volentieri a meno. «Ogni tanto veniamo chiamati comunisti, aizzatori del popolo, razzisti - assicura Farsi Nezhad - per questo ho dovuto iniziare a moderare i commenti. Sono iraniano, darmi del razzista è un po’ strano. Non abbiamo un colore politico. Ridiamo con Giuditta Pini pur non essendo noi del Pd. Continuiamo a ripetere che è puramente sarcasmo e ironia».


Non tutto va però preso alla leggera. Oltre alle bacchettate (o meglio rimozioni) per i commenti offensivi («un po’ come la gente che dà addosso ai comici»), capita di leggere argomenti su cui il giovane invita a riflettere. Come le frasi di chi nega l’emergenza sanitaria e su cui il moderatore diventa terribilmente serio. «Da studente di farmacia non posso sentire simili concetti», rimarca il moderatore con un tono di voce decisamente meno moderato.


Diverso è il discorso sulle riaperture con tanto desiderio di socialità su cui il gruppo intende svolgere un ruolo di primo piano e in presenza per i capitoli seguenti all’aperisisso. «Intendiamo coinvolgere i locali - conclude Farsi Nezhad - e ridare spazio agli artisti. Siamo tutti musicisti e artisti: ci manca sia suonare sia organizzare concerti, come una volta organizzavamo alla Tenda o in altri posti. Sappiamo che a Modena mancano un po’ luoghi del genere». —