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Muore a 35 anni soffocato da un boccone di carne

Stefano Milani morto stava mangiando una fiorentina per festeggiare con gli amici una vittoria di pesca: vani tutti i soccorsi

PAVULLO. Era felice: aveva appena avuto grandi soddisfazioni nella mattinata dalla sua passione più forte, la pesca, e voleva giustamente festeggiare a tavola assieme agli amici. Il destino l’ha atteso lì, portandoselo via con una dinamica che lascia impietriti. Perché davvero è difficile accettare una morte a 35 anni, nel pieno vigore, per una cosa da nulla.

PESCA E RISTORANTE. Un semplice boccone andato di traverso è costato la vita domenica in Toscana a Stefano Milani, ragazzo molto conosciuto a Pavullo anche per l’attività in cui affiancava il fratello Alberto: la gestione del ristorante Lago Pontevecchio vicino al ponte di Olina e della storica attività di pesca ad esso legata. Qui era nato da bambino, e cresciuto con gli anni, il suo amore per questo sport, che ne aveva fatto uno dei migliori pescatori d’Italia, spesso nella top ten per la pesca sportiva della trota in particolare, che lo portava a girare un po’ tutta Italia per il campionato.


L'ULTIMA DOMENICA. Così ha fatto anche domenica mattina: sveglia all’alba e poi via con gli amici della società Lago Azzurro di Reggio verso Dicomano, paesino intorno a Firenze con un bel laghetto, il Citerna, dove ci si contendeva l’accesso alle semifinali. Ed era andata molto bene, a dispetto della giornata di pioggia: con i tre amici (due di Modena e uno di Reggio) aveva guadagnato la vittoria che valeva il pass per l’ultima fase del campionato in autunno. Da qui l’idea di fermarsi verso le 15 in un ristorante incontrato sulla strada del ritorno a Barberino di Mugello, con invitanti tavoli apparecchiati fuori. Cosa ci poteva essere di meglio di una bella fiorentina per festeggiare?

LA BISTECCA AL MUGELLO. Ma qui il destino ha deciso altrimenti: mentre mangiava la bistecca, a Stefano un boccone è andato di traverso. È successo tutto in un attimo: il tentativo di tossire, il respiro che veniva meno all’improvviso, l’accasciarsi e lo svenimento. Sconvolti, gli amici hanno tentato in tutti i modi la disostruzione, hanno chiamato l’ambulanza, hanno anche chiesto se tra gli avventori c’era un dottore che potesse aiutare. E c’era: una dottoressa che le ha provate tutte per rianimarlo. Ma niente: i suoi occhi non si sono più aperti. Gli operatori 118 hanno capito subito che la situazione era gravissima: sono riusciti a effettuare la disostruzione, ma il cuore ormai quasi non batteva più. Hanno tentato lo stesso una disperata corsa all’ospedale di Firenze, ma invano: è spirato forse già nel tragitto.

UNA TRAGICA TELEFONATA. È toccato agli amici fare quella telefonata che non si vorrebbe mai fare a casa, ad Alberto in particolare, che è subito corso là in ospedale col padre, non riuscendo a crederci. Anche adesso: «È assurdo, assurdo perdere il tuo fratello maggiore nel 2021 per un boccone andato di traverso – dice tra i singhiozzi – lui poi che era così sportivo, atletico… Era tornato qui a lavorare con noi al laghetto di Olina, gli piaceva tanto… Siamo sconvolti: cerchiamo di pensare che se n’è andato inseguendo la sua passione, che l’aveva reso felice la mattina. Ma è veramente difficile da accettare una fine così, e a 35 anni».

La salma ieri era ancora a disposizione della Procura fiorentina per eventuali accertamenti: resta da fissare la data del funerale. La notizia dell’accaduto si è sparsa in fretta a Pavullo, tra incredulità e commozione. —

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