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Fiumalbo. Boccone di traverso al pranzo di Cresima: salvato un 86enne

Episodio 24 ore prima di quello costato la vita a Milani: il padre del cresimato gli ha fatto la manovra di Heimlich

Fiumalbo. Per un’incredibile coincidenza del destino, nello scorso weekend si è verificata un’altra emergenza soffocamento a tavola, per un boccone andato storto. Come quella che è costata la vita domenica pomeriggio al 35enne pavullese Stefano Milani mentre mangiava con gli amici a Barberino di Mugello.



L’episodio è avvenuto 24 ore prima, sabato in un ristorante di Fiumalbo a un pranzo di Cresima. A un certo punto un 86enne del posto ha dato un iniziale colpo di tosse andando poi subito in principio di soffocamento. E qui più che provvidenziale è stato l’intervento del padre del cresimato, un 53enne che ha chiesto di restare anonimo, originario di Riolunato ma con un attività a Pavullo. Pur non essendo un soccorritore, l’uomo aveva letto della manovra di Heimlich per la disostruzione ed ha avuto il sangue freddo per praticarla in modo corretto stringendo da dietro con le braccia l’area addominale dell’anziano così da comprimergli il diaframma e provocare quindi l’espulsione del boccone. C’è riuscito in extremis: l’anziano stava già diventando scuro in viso per la mancanza di ossigeno,e non ci sarebbe stato tempo per nessun trasporto in ospedale. Dopo si è ripreso bene, tra mille ringraziamenti, senza neanche bisogno di chiamare l’ambulanza: anche se non ha più mangiato per prudenza, ha potuto comunque rimanere lì.

Due casi di ostruzione da cibo in 24 ore sul territorio fanno pensare a quanto sia importante la formazione al soccorso anche in un’emergenza non così frequente. Da tempo le pubbliche assistenze della montagna, come nel resto della provincia, fanno corsi di formazione specifici, sia per la disostruzione pediatrica che quella adulta. La speranza è che siano frequentati da sempre più persone, al di là del fatto che uno poi diventi volontario o meno. E con la consapevolezza che comunque sono qualcosa in più, ma non la garanzia di soluzione delle crisi più gravi, come quella di Stefano: qui ogni sforzo è stato inutile, anche quelli della prima dottoressa giunta in soccorso.

La sua salma ieri era ancora a disposizione della Procura di Firenze: se sarà liberata oggi, l’ultimo saluto potrebbe essere già domani pomeriggio. —

D.M.

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