San Felice. Visite alla chiesa crollata ricordando quella tragica alba di nove anni fa

A San Felice ingressi contingentati. Il punto sulle opere A Finale cerimonia col sindaco sotto la Torre dell’Acquedotto

Mattia Cocchi

A nove anni dal sisma e dalla sua tragedia i paesi dell’Area Nord si preparano alle celebrazioni. E San Felice Finale hanno già definito il programma con cui domani ricorderanno quell’alba del 20 maggio 2012.


«Domani — annuncia l’architetto Davide Calanca — durante il nono anniversario del sisma che tanto profondamente ha segnato le nostre comunità e i nostri simboli culturali e cultuali, apriremo in modo contingentato per qualche ora la piazzetta don Giusti e la chiesa parrocchiale della cittadina per raccontare ai sanfeliciani i cantieri ecclesiastici appena aperti e quelli in procinto di esserlo entro pochi giorni nel castrum del paese». Grazie al lavoro di alcuni volontari infatti, l’interno della chiesa non ancora ricostruita, completamente distrutta dal sisma e in attesa di un progetto di ricostruzione, è stato pulito da Calanca e altri volontari, ed ora è pronto ad accogliere i cittadini per una breve visita daIlle 17:30 alle 20:30.

Il paese ricorderà le vittime del sisma con una messa che sarà celebrata alle 18.30, presso la nuova chiesa parrocchiale. L’iniziativa, organizzata congiuntamente da Parrocchia e Comune, è aperta alla cittadinanza e si svolgerà nel rispetto delle disposizioni sanitarie anti Covid.

Definito il programma anche a Finale : alle 20.30 presso la Torre dell'Acquedotto la cerimonia di commemorazione con il sindaco Sandro Palazzi, e il parrocco Don Daniele Bernabei per la benedizione alla città, insieme al Gruppo Comunale Volontari Protezione Civile a cui sarà consegnato un mezzo adibito all'assistenza alla popolazione, insieme all'intervento artistico delle allieve della Scuola di Danza Tersicore. In ottemperanza alle misure di contenimento Covid-19 Il Comune invita i cittadini ad assistere alla cerimonia in streaming alla pagina Facebook Comune di Finale Emilia. «Pochi anni prima del sisma, nel 2009 – spiega il sindaco Sandro Palazzi — avevamo festeggiato il compleanno dei primi mille anni di storia del nostro amato paese, in pochi secondi, quel 20 maggio di nove anni fa, ci siamo visti portare via una gran parte della nostra storia, faticosamente costruita nel corso dei secoli dai nostri antenati. Ma la capacità della nostra Comunità, a reagire – prosegue il pimo cittadino finalese — con tenacia, forza e caparbietà, ci ha reso ancora più forti e determinati a riprenderci quello che il terremoto ci ha tolto, sarà solo questione di tempo. E quando avremo ricostruito tutto, potremo aggiungere alla bellezza delle nuove case e ai monumenti ripristinati nella loro magnificenza, anche l’amore e la solidarietà condivisa con cui abbiamo vissuto quei drammatici momenti tutti insieme, che ci hanno reso più forti e coesi attorno ai simboli che ci identificano e che ci fanno sentire Comunità». —